Largamente anticipato da mercati e analisti, il nuovo taglio dei tassi europei è realtà. In occasione della riunione mensile di Francoforte, la Banca centrale euoropea ha deciso una riduzione del costo del denaro nella misura di un quarto di punto. Il tasso di interesse centrale scende così al minimo storico dello 0,75%, mentre il tasso sui depositi viene azzerato.
La risposta dei mercati azionari non è stata peraltro positiva, a causa del quadro economico per nulla lusinghiero prospettato dal presidente di Eurotower, Mario Draghi, in corso di conferenza stampa.
Draghi ha parlato di un impatto “attenuato”sull'economia aggregata, inevitabile quando la domanda è debole.
Diversi analisti ne hanno già tratto le debite conclusioni: lo spazio di manovra per nuove riduzioni di tassi da parte della Bce è ormai molto scarso, e in assenza di segnali di ripresa nel secondo semestre d'anno il Consiglio direttivo sarà costretto a vagliare l'opportunità di ulteriori acquisti di titoli su larga scala. Manovra monetaria espansiva anche per il Regno Unito:
il Monetary Policy Committee ha ripristinato il programma di acquisto di titoli obbligazionari, con obiettivo di 50 miliardi di sterline e durata di quattro mesi.
La decisione giunge due mesi dopo che la Bank of England aveva deciso di sospendere questa forma di stimolo al sistema economico,
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