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domenica 19 maggio 2013
Questo articolo è tratto da:
PMI
L'Opinione
Insolvenza

Tecniche di misurazione e gestione del rischio di credito

Tommaso Zarbo
Il rischio di credito generato dal portafoglio crediti verso clienti ha da sempre rappresentato una delle principali cause che possono determinare per l'impresa medio piccola lo stato d'insolvenza. Tenuto conto della forte congiuntura economica in atto, oggi il presidio e la gestione adeguata di tale rischio ha assunto una rilevanza centrale nell'ambito del mondo imprenditoriale. Ci soffermeremo sugli aspetti che interessano più da vicino il modo delle Pmi e quindi criticità e possibili soluzioni da porre in essere al fine di mitigare e presidiare adeguatamente il rischio.

Nel mondo delle grandi corporate negli ultimi anni si è diffuso l’utilizzo di sistemi di scoring per la misurazione del merito di credito dei propri clienti, sistemi che difficilmente possono essere replicati per le Pmi, considerato che il portafoglio crediti di questo segmento d’imprese e` di dimensioni ben più ridotte rispetto al portafoglio di una grande impresa. Nel caso delle Pmi si tratta d’individuare soluzioni adatte alle dimensioni delle imprese, che in determinati casi possono essere anche gli stessi sistemi di scoring, si pensi ad esempio alle imprese che operano con contratti di somministrazione per la fornitura di servizi continuativi e quindi hanno un portafoglio clienti assai vasto. E’ fondamentale che un’impresa sia sempre nelle condizioni di poter verificare la qualità del proprio portafoglio crediti e che tali analisi siano dovutamente riportate in una reportistica gestionale interna, oltre che nei documenti societari destinati ad essere consultati dagli stakeholder dell’impresa. Inoltre, una puntuale percezione del rischio di credito a cui l’impresa è esposta, consente di effettuare politiche di accantonamento al fondo rischi su crediti coerenti alle potenziali perdite, le quali se rispettate negli anni possono rappresentare un ottimo segnale di solidità dell’impresa verso l’esterno (azionisti, creditori, banche, fornitori ecc...). Nel momento in cui l’impresa è nelle condizioni di effettuare analisi attendibili e puntuali sul rischio di credito in portafoglio, il secondo step è rappresentato dalla gestione di tale rischio, con strumenti come: cartolarizzazioni, anticipo pro-soluto, factoring, derivati su crediti ecc...

07/06/2012
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