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martedì 21 maggio 2013
Lavoro e Pensioni
Questo articolo è tratto da:
Festival del Lavoro - Brescia, 21-23 giugno 2012

Detassare il lavoro significa incentivare l'occupazione?

di Paola Cogotti - Consulente del lavoro
Grande protagonista al Festival del Lavoro il tema della crescita del Paese, durante il lavori svoltisi dal 21 al 23 giugno a Brescia , i Consulenti del Lavoro hanno discusso di austerita', delle tasse chiedendo agli autorevoli relatori se queste siano delle valide misure per far fronte a crisi durature.

 

Brescia, 21-23 giugno 2012

Nella tavola rotonda tenutasi il 21 pomeriggio coomoderata da Andrea Vianello – Giornalista conduttore “Agorà” e Rosario De Luca – Presidente Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, si sono confrontati Attilio Befera – Direttore Agenzia delle Entrate, Maurizio Castro – Senato della Repubblica, Marco Rizzo – CSP Partito Comunista, Matteo Colaninno – Camera dei Deputati cercando di dipanare l’antico dubbio se le tasse sono sempre sinonimo di recessione o possano garantire anche lo sviluppo. L’argomento è stato introdotto partendo dalla considerazione che il costo del lavoro in Italia è tra i più alti in Europa e molti imprenditori oggi hanno difficoltà a convertire i contratti anche per questo motivo. Ma il Paese è in crisi da oltre due anni: detassare il lavoro significa incentivare l’occupazione? Attilio Befera nel corso del suo intervento al workshop ha innanzitutto rimarcato la necessità primaria dell’Italia di combattere l'evasione fiscale e per fare ciò l’Agenzia applica gli strumenti della riscossione previsti dalla legge. Il sommerso nel nostro Paese non è tutta evasione esiste anche il fenomeno della criminalità organizzata ma analizzando i dati il 50 per cento è evasione,” ad oggi come Agenzia delle Entrate abbiamo recuperato 35 miliardi in tre anni, certo c’è aria di rivolta contro il Fisco ma questi sono atteggiamenti ingiusti e ingiustificati e significa che stiamo andando nella giusta direzione” . "Il nostro obiettivo- ha sottolineato Befera - è quello di recuperare risorse per far diminuire la tassazione, ma contestualmente dovremmo ridurre lo sperpero di denaro pubblico " anche al fine di ricreare uno spirito di fiducia tra Stato e contribuenti.

Entrando poi nelle tematiche piú tecniche del Festival, sollecitato dall’intervento di Rosario De Luca in merito al fatto che spesso gli uffici periferici applichino automaticamente gli studi di settore ai professionisti basandosi così sulle tariffe professionali, visto che queste ora sono praticamente abolite, il massimo dirigente ha ammesso di avere dei dubbi circa la loro applicabilità. Ha affermato che “ a breve termine dovremmo rivedere i diversi elementi puntando più sulla competenza dei singoli professionisti piuttosto che su elementi diversi quali le tariffe, la dimensione dello studio, etc”. Incalzato dalle domande di Andrea Vianello- moderatore del workshop in merito alla difficoltà da parte degli imprenditori di incassare i crediti e contemporaneamente obbligati a pagare le imposte, Befera ha assicurato " che la norma sulla compensazione è ormai di prossima emanazione, e che quindi si potranno compensare i crediti del pubblico con i debiti tributari e previdenziali, visto che si attende solo l'approvazione della Corte de Conti.

In merito alla possibilità di arrivare alla riduzione delle tasse, Befera ha dichiarato che : “noi abbiamo una impostazione fiscale degli anni 70 con norme bizantine che vanno sicuramente semplificate, infatti ora il mondo è cambiato completamente. Ora è estremamente difficile navigare nel sistema delle imposte , visto che negli anni è stata fatta una ricerca delle imposte in modo esagerato. Abbiamo complicato il sistema, abbiamo messo imposte laddove avevamo bisogno dei quattrini. Semplificare è una cosa importantissima ma senza dimenticare che abbiamo un debito pubblico enorme. Quei 50 miliardi che ci mancano, ci mancano dagli anni 80 perché abbiamo ritardato nel fare la lotta all'evasione e oggi noi dovremo lavorare di più per guadagnare di meno perché abbiamo caricato troppe tasse future per i nostri figli. Il punto di vista dell’impresa e politico è stato rappresentato da Matteo Colaninno – Camera dei Deputati, che da cittadino e imprenditore ha sempre sostenuto che le tasse vanno pagate se si vuole far parte di una comunità sociale, avere ospedali, servizi e non si non puoi dimenticare di partecipare alla crescita del non pagando le tasse. Certo occorre avere tolleranza zero con chi evade ma quello che oggi si evidenzia è che chi ha sempre pagato certo ora è insofferente , il quale proseguendo nel ragionamento afferma che” i cittadini non andrebbero disturbati oltremodo e in questo senso io sono ostile alla persecuzione fiscale”.

Dunque dal dibattito è emerso che le politiche fiscali nei confronti del lavoro dovrebbero essere diverse, di maggiore detassazione perché il costo del lavoro incide in misura notevole sul netto delle buste paga dei lavoratori e sulla competitività delle imprese italiane nell’economia globale. Se si continuerà a puntare solo con l’introduzione di misure per l’austerità la situazione economico-sociale del Paese non farà che peggiorare.

Altro tema fondamentale per la crescita del Paese è stato affrontato nella tavola rotonda del 22 giugno, trattando come argomento la ” Buona occupazione giovanile: dall'apprendistato al tirocinio”.

Ha aperto il confronto Maria Stella Gelmini ex ministro della Pubblica Istruzione ribadendo che il Paese necessita di interventi di ammodernamento dell’ istruzione e della formazione per combattere in primis la disoccupazione e rivalutando in seconda battuta l’importanza dell’istruzione tecnica. Questi, quindi i presupposti per risolvere i numerosi problemi dell’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani. Inoltre grande attenzione và rivolta all’orientamento e grandi risorse vanno concentrate per contenere la dispersione scolastica. Solo modificando l’approccio culturale al concetto del lavoro, si potrà uscire dalla crisi. Cosa sta facendo la politica? Innanzitutto con la riforma è stata corretta la flessibilità in entrata, deve essere pero riformata anche la formazione e l’università ed il contratto di apprendistato deve essere condiviso in maniera totale da tutte le parti sociali. Su stage, tirocini, apprendistato occorre investire, fondamentale è l’orientamento, fondamentale è il rilancio dell’istruzione tecnica con un ammodernamento della formazione, poi occorre investire nel capitale umano, aprendo un ampio dialogo tra scuola e mondo del lavoro. Grande importanza viene assegnata dalla riforma all'apprendistato è alla base dell’inserimento lavorativo dei giovani., insieme ai Tirocini: il paese ha questi strumenti e dipenderà da noi quanto riusciremo a farli funzionare. E' primario valutare e monitorare le risorse negli strumenti della formazione, puntando alla formazione permanente, potenziando i centri per l’impiego, ma dando sempre grande rispetto per il lavoro manuale. Nella prosecuzione dei lavori è intervenuto Paolo Reboani – Presidente Italia Lavoro, affermando che “non dobbiamo pensare che l’apprendistato possa essere salvifico per i nostri problemi sul lavoro, è uno strumento all’interno di più pacchetti per il lavoro. Non dobbiamo guardare ai tassi di disoccupazione, ma a quelli di occupazione e trovare la capacita del sistema scolastico di fare orientamento perchè oggi è ancora scarso.” Ha evidenziato come l’aspetto più importante in questo paese sia la presenza del ruolo della sussidiarietà, ed in questo i Consulenti del lavoro sono fondamentali per intercettare i giovani, così come il ruolo della comunicazione è importante nell’orientare i giovani. E a tal proposito è intervenuto Mauro Capitanio – Presidente Fondazione Consulenti per il Lavoro, pronto nel ricordare al mondo politico e imprenditoriale quanto la professione del Consulente del lavoro sia importante per dare il polso della situazione occupazionale. La sussidiarietà del professionista è un fattore positivo ed in quanto tale va sfruttato, infatti i consulenti del lavoro sono abilitati a stipulare i tirocini tramite la Fondazione Lavoro. La voce degli imprenditori è stata rappresentata da Federico Ghidini - Presidente AIB – Gruppo Giovani Imprenditori, e anche lui è stato concorde nel ribadire il ruolo fondamentale dell’apprendistato, con il suggerimento di guardare alla Germania come esempio da seguire .Stefano Paleari – Rettore Università degli Studi di Bergamo ha suggerito come soluzione l’Apprendere nel fare “, però eliminando l’eccessiva burocrazia che continua a persistere in Italia. Hanno chiuso i lavori Giorgio Santini – Segretario Generale aggiunto CISL e Sandra Dagostino-ISFOL, concordando sul fatto che oggi occorra innanzitutto combattere la dispersione scolastica, uno dei dati più alti in Europa, ed in questo senso l’apprendistato potrebbe rivelarsi uno strumento utile. Forse aiuterebbe imporre l'obbligo di inserire l’orientamento come materia scolastica, aiuterebbe sicuramente i giovani a capire meglio come entrare nel mondo del lavoro.

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26/06/2012
Questo articolo è tratto da:
Sull'argomento: Amministrazione del personale
Welfare aziendale

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