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giovedì 17 maggio 2012 | twitter |
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Nuove tecnologie e privacy

Accesso e uso di Internet, per il Garante UE gli ISP devono essere piu' ''neutrali''

La neutralita' della rete fa riferimento a un dibattito in corso sull'opportunita'  o meno di permettere che i fornitori di servizi Internet [ISP] limitino, filtrino o blocchino l'accesso a Internet o influiscano altrimenti sulle sue prestazioni. Il concetto di neutralita' della rete si fonda sull'idea che in Internet le informazioni debbano essere trasmesse in modo imparziale, indipendentemente dal loro contenuto, dalla destinazione o dalla fonte, e che gli utenti debbano poter decidere quali applicazioni, servizi e hardware intendano usare. Questo significa che gli ISP non possono, a loro discrezione, definire priorita' per l'accesso o rallentarlo per determinate applicazioni o servizi come il peer to peer (P2P) e simili.

Il fatto che gli ISP facciano sempre più affidamento sulle tecnologie di monitoraggio e di controllo influisce sulla neutralità di Internet e sulla riservatezza delle comunicazioni, sollevando gravi problemi relativi alla protezione dei dati personali e della vita privata degli utenti.

Anche se la comunicazione della Commissione sull’apertura e la neutralità della rete Internet in Europa accenna brevemente a questi problemi, il GEPD ritiene che si debba fare di più per determinare una politica soddisfacente per il futuro e nel presente parere ha pertanto contribuito al dibattito politico in corso sulla neutralità della rete, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati alla protezione dei dati e della vita privata.

Il GEPD ritiene, inoltre, necessario che le autorità nazionali e il BEREC monitorino la situazione del mercato, in modo da tracciare un quadro esauriente per stabilire se il mercato si stia evolvendo verso un controllo massiccio e in tempo reale delle comunicazioni senza trascurare le questioni attinenti all’osservanza del quadro giuridico.

Il monitoraggio del mercato deve includere un’analisi approfondita degli effetti delle nuove pratiche sulla protezione dei dati e della vita privata nella rete Internet.

Il presente parere menziona alcuni settori che trarrebbero vantaggio da un chiarimento.

Se le agenzie europee e organi come il BEREC, il gruppo di lavoro «articolo 29» e il GEPD possono trovarsi in una buona posizione per chiarire le condizioni di applicazione del quadro, lo stesso GEPD ritiene che la Commissione abbia il dovere di coordinare e guidare il dibattito e pertanto la esorta a prendere l’iniziativa coinvolgendo tutte le parti interessate in una piattaforma o in un gruppo di lavoro che abbia questo obiettivo.

Fra i temi che devono essere ulteriormente esaminati, sarà necessario affrontare i punti seguenti:

— determinare le pratiche di controllo che sono lecite per garantire la fluidità del traffico e che possono essere adottate a scopi di sicurezza,

— determinare in quali casi il monitoraggio richieda il consenso delle persone fisiche, e in particolare di tutti gli utenti interessati, e quali parametri tecnici siano ammessi per garantire che la tecnologia di ispezione non implichi un trattamento di dati sproporzionato rispetto alle finalità previste,

— nei casi summenzionati può rendersi necessario un orientamento riguardante l’applicazione delle clausole di salvaguardia necessarie in materia di protezione dei dati (limitazione delle finalità, sicurezza e così via).

In base a queste conclusioni, possono risultare necessari provvedimenti legislativi supplementari. In tal caso, la Commissione dovrebbe proporre misure di carattere politico volte a consolidare il quadro giuridico e a garantire la certezza del diritto.

Le nuove misure dovrebbero fare chiarezza sulle conseguenze pratiche del principio di neutralità della rete, poiché ciò è già stato fatto in alcuni Stati membri, e assicurare che gli utenti abbiano effettivamente la possibilità di scegliere, soprattutto obbligando gli ISP a offrire connessioni non monitorate.

Copyright © - Riproduzione riservata

08/02/2012
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