La lesione e' in ''re ipsa''
Distanze legali, valgono le norme nazionali: danno senza prove a carico
In via principale la S.C., nella sentenza in esame, ha affermato che, in tema di distanze legali tra costruzioni, l'adozione, da parte dei Comuni, di strumenti urbanistici contenenti disposizioni illegittime perché contrastanti con la norma nazionale di livello superiore - che fissa in dieci metri la distanza minima assoluta tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti - comporta, per il giudice di merito, l'obbligo di applicare, in sostituzione delle disposizioni illegittime, quelle dello stesso strumento urbanistico, nella formulazione derivante dall'inserzione in esso della regola sulla distanza fissata nel decreto stesso.
(Sentenza Cassazione civile 10/11/2011, n. 23553)
28/11/2011