La decisione - comunicata ieri dal commissario UE alla concorrenza Joaquin Almunia - è stata presa nel coso della riunione settimanale della Commissione UE.
Alla bocciatura hanno contribuito i timori di una concentrazione eccessiva nel mercato degli strumenti derivati, nella considerazione che le due società controllano oltre il 90% della quota di commercio, paventandosi così il rischio di creazione di un quasi-monopolio, a danno della concorrenza ed imponendo barriere all’ingresso di nuovi operatori.
In ragione di tali perplessità la Commissione aveva richiesto - in sede di negoziazione - la rinuncia da parte delle due società ad una delle divisioni derivati del gruppo nascente. Le due società, per contro, avevano proposto la cessione di alcune attività ed una maggiore apertura delle rispettive camere di compensazione.
Almunia ha fatto sapere che sulla decisione non ha influito l’attuale crisi del debito pubblico, ma esclusivamente il suddetto rischio di concentrazione eccessiva tra le due società controllanti delle piattaforme Eurex e Liffe, che attualmente risultano essere competitors sul mercato.
Il progetto di fusione era stato presentato nel febbraio del 2011, avendo raggiunto un accordo di integrazione del valore di oltre 17 miliardi di dollari, ricevendo altresì il voto favorevole degli azionisti. Nel dicembre scorso, invece, i due operatori avevano presentato l’ultima proposta alla Commissione in riferimento al progetto di fusione, rispondendo altresì alle deduzioni da quest’ultima avanzate.
Il Presidente di NYSE Euronext - J.M. Hessels - ha comunicato in una nota il proprio dissenso per il fatto che la Commissione UE non abbia ritenuto sufficienti gli interventi proposti.
Contro un eventuale parere negativo della Commissione i manager delle due società avevano reso noto nei giorni scorsi che avrebbero presentato ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
A cura della redazione
Copyright © - Riproduzione riservata
(Comunicato stampa Commissione UE 01/02/2012, n. IP/12/94)