Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale europea la direttiva del Parlamento e del Consiglio Ue concernente:
- l’avvio
- l’esercizio
- la vigilanza prudenziale
dell’attività dei soggetti e degli intermediari autorizzati ad emettere moneta elettronica.
La direttiva 2009/110/CE modifica le direttive 2005/60/CE e 2006/48/CE e abroga la direttiva 2000/46/CE.
La nuova direttiva adottata dal Parlamento europeo fissa le condizioni per l'avvio, l'esercizio dell'attività di emissioni di moneta elettronica e le norme in materia di vigilanza prudenziale sull’attività stessa.
La normativa stabilisce i requisiti relativi:
- al capitale iniziale,
- ai fondi propri,
- agli obblighi di tutela,
e le norme su:
- missione e rimborsabilità della moneta elettronica,
- importo massimo memorizzabile sui dispositivi elettronici,
- reclami e ricorsi.
L’obiettivo è modernizzare le attuali disposizioni in materia di moneta elettronica, permettere lo sviluppo di nuovi servizi di questo tipo che siano innovativi e sicuri, aprire il mercato a nuovi operatori e promuovere una concorrenza reale ed efficace tra tutti i partecipanti al mercato.
Per agevolare l'accesso al mercato, infatti, la direttiva prevede che gli istituti di moneta elettronica detengano un capitale iniziale al momento dell'autorizzazione pari a 350.000 euro.
In particolare per i requisiti di tutela, la direttiva stabilisce che gli Stati membri dovranno imporre agli istituti di tutelare i fondi ricevuti in cambio della moneta elettronica emessa mentre gli istituti di credito dovranno rimborsare, su richiesta del detentore, in qualsiasi momento e al valore nominale, il valore monetario della moneta elettronica detenuta.
(Direttiva Parlamento Europeo ; Consiglio CE 16/09/2009, n. 2009/110/CE, G.U.U.E. 10/10/2009, n. L 267)