Commercializzazione di pezzi di ricambio
Impiego del marchio altrui: confini tra lecito e reato
La presenza, sui ricambi commercializzati con apposizione di marchio altrui, di una dicitura indicativa del carattere non originale del prodotto (nella specie, “non originale ma adattabile”) non è sufficiente ad escludere la ravvisabilità del reato di cui all’art. 474 c.p., dovendosi altresì verificare se, in concreto, le modalità di apposizione di tale dicitura siano tali da impedire la lesione del valore della pubblica fede, evitando confusione nel mercato in ordine all’autenticità del marchio contraffatto.
(Sentenza Cassazione penale 09/03/2011, n. 9646)
11/05/2011