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martedì 22 maggio 2012 | twitter |
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Il procedimento avviato dall’antitrust elvetico

Indagini su presunto cartello dei tassi di interesse interbancari

La Comco – ossia la Commissione della Concorrenza elvetica – ha aperto una inchiesta su un presunto cartello sull’andamento dei tassi di prestito interbancari

Il procedimento istruttorio vede coinvolti dodici istituti di credito. Gli istituti interessati sono gli elvetici UBS, Credit Suisse, e vari istituti europei, nordamericani e nipponici: Bank of Tokyo, Citigroup, Deutsche Bank, HSBC, JP Morgan, Mizuho Financial, Royal Bank of Scotland, Rabobank, Société Générale e Sumitomo Mitsui Banking Co.

L'antitrust elvetico sta cercando di far luce sui presunti accordi di cartello tra i suddetti istituti bancari, finalizzati ad influenzare i tassi di interesse Libor (London Interbank Offered Rate) e Tibor (Tokyo Interbank Offered Rate) – ossia i tassi variabili calcolati giornalmente in base ai tassi d’interesse richiesti per cedere a prestito depositi da parte delle banche operanti sul mercato interbancario. Ciò al fine di trarre extra-profitti nelle operazioni sui derivati agganciati a tali indici, in quanto alla clientela erano praticati i saggi stabiliti dai due indicatori ufficiali.

Il presunto illecito sarebbe infatti nell’aver escogitato un meccanismo di intesa per prestarsi denaro a tassi di interesse inferiori rispetto al Libor e al Tibor, mentre alla clientela erano praticati questi ultimi. Tale comportamento sarebbe stato posto in essere tra il 2006 ed il 2010.

Le indagini sono partite dall’analisi di alcuni documenti ricevuti in forma anonima dalla Commissione elvetica.

La Commissione elvetica indaga anche su un presunto accordo parallelo, mirato a fissare il prezzo d’acquisto nel mercato degli strumenti derivati tra le suddette banche, a condizioni differenti e maggiormente vantaggiose rispetto a quelle praticate alla clientela. In buona sostanza gli istituti coinvolti avrebbero sottaciuto accordi impliciti per la vendita agevolata dei suddetti strumenti.

UBS banca – uno degli istituti maggiormente coinvolti dal procedimento, anche e soprattutto in considerazione del fatto che non è nuova a tale tipo di infrazione, contestatagli nel corso di un procedimento analogo, avviato in Giappone lo scorso anno – ha garantito la massima collaborazione per un corretto svolgimento delle indagini.

A cura della Redazione

Copyright © - Riproduzione riservata

07/02/2012
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Sull'argomento: Settori economici

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