ShopWKI
Manuale del revisore legale
Editore: Ipsoa
€ 99,00 (-10%) € 89,00
Il Decreto Monti
Editore: Ipsoa
€ 17,50 +IVA
IVA 2012
Editore: Ipsoa
€ 89,00 (-10%) € 80,00
Versione eBook € 62,30 +IVA

Log in

giovedì 09 febbraio 2012 | twitter |
2,4 miliardi di Euro per l’EERP

La nuova strutturazione del Bilancio UE 2010

I ministri finanziari dell’Unione europea hanno risolto il problema delle modalità di finanziamento del “Piano di rilancio dell’economia” per il 2010 che prevede una dotazione di 2,4 miliardi di Euro.

Il Consiglio informale dei ministri europei delle finanze hanno confermato la conciliazione con il Parlamento europeo in merito al Bilancio 2010 dell’Unione europea, fissando in 122,937 miliardi di Euro (pari all’1,03% del RNL dell’UE a 27) gli stanziamenti di pagamento, includendovi anche risorse pari a 2,4 miliardi di Euro per continuare a finanziare l’European Economy Recovery Plan (EERP), dopo i 2,6 mld previsti nel 2009.

E’ stata decisa anche una dotazione di aiuto di emergenza per i produttori del latte pari a 300 milioni e una riserva di 530 milioni per l’agricoltura per far fronte ad eventuali nuove necessità. Inoltre, sono stati stanziati 75 milioni € da destinare al disinquinamento della centrale atomica di Kozloduy in Bulgaria.

Queste decisioni saranno approvate formalmente dal Parlamento europeo il 17 dicembre a Strasburgo nel corso della prevista sessione plenaria.

Elemento chiave dell’accordo raggiunto sono i 2,4 miliardi di Euro mancanti dei 5 miliardi dell’EERP da destinare alle reti energetiche, alle connessioni a banda larga e alle nuove sfide delle sviluppo rurale in agricoltura.

In particolare, le voci della strutturazione creata per finanziare nel 2010 la prosecuzione del Piano di rilancio dell’economia con 2,4 miliardi sono quattro, così articolate:

A) Riduzioni delle voci (rubriche) del Bilancio dell’UE dell’esercizio 2009 per 1,488 miliardi di Euro (che corretto dai diversi bilanci rettificativi diventa di circa 116,3 miliardi di Euro), di cui:

• 1,306 mld., dalla rubrica 2 “Preservazione e gestione delle risorse naturali” (dove c’è l’agricoltura: aiuti diretti e di sostegno dei mercati, sviluppo rurale, pesca, ambiente);

• 0,173 mld, dalla rubrica 5 “Spese amministrative” delle istituzioni europee;

• 0,009 mld, dalle rubriche: 1a) “Competitività per la crescita e l’occupazione” per 3 milioni (dove c’e la Strategia di Lisbona, la Ricerca, la Formazione, ecc.), 1b) “Coesione per la crescita e l’occupazione” per 1 milione (dove ci sono i Fondi strutturali), 3a) “Libertà, sicurezza e giustizia per 5 milioni (dove c’è l’Immigrazione, la Criminalità, ecc.).

Riduzione delle rubriche dell’esercizio 2010 per 290,5 milioni, di cui:

• 158 mln., dalla rubrica 2;

• 126,5 mln., dalla rubrica 5;

• 6 mln., dalla rubrica 1b).

B) 0,420 milioni destinati ai fondi per lo sviluppo rurale, finanziati dalla rubrica 2 per l’impianto di Internet a banda larga in zone rurali e per raccogliere le nuove sfide agricole.

C) 0,081 milioni sotto forma di re-orientamento di crediti all’interno della rubrica 1°).

D) 0,120 milioni utilizzando lo “Strumento di flessibilità” del Bilancio UE (rappresenta lo stanziamento annuale, deciso fin dal 2006, di 200 mln. per le attività che non possono essere finanziate con i budget di ogni esercizio, la cui parte inutilizzata entro l’anno può essere utilizzata nei due anni successivi).

Inoltre, il Consiglio ed il PE hanno iniziato a discutere circa le conseguenze, nel settore del Bilancio, dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1° dicembre); questo in quanto le due istituzioni devono raggiungere un accordo su di una dichiarazione comune riguardante le misure transitorie in materia di Bilancio (bilanci rettificativi, storni, ecc.) da applicare fino a quando sarà adottata la nuova legge di ricezione del Trattato di Lisbona.

L’entrata in vigore del Trattato richiede l’adozione di un regolamento che contenga il quadro finanziario pluriennale, la modifica del regolamento finanziario e l’approvazione di un nuovo accordo interistituzionale.

25/11/2009
Newsletter
Resta aggiornato con la newsletter IpsoNews
Questo articolo è tratto da:
VOTA  
0 VOTI

Condividi

Sull'argomento: Diritto internazionale e comunitario