Il Decreto Legge Semplificazione, segue il Decreto Liberalizzazioni già approvato che, a sua volta, segue la legge n. 214/2012, conversione del Decreto Salva Italia.
In trentatré giorni sono stati presentati, approvati e sono in corso di presentazione tre provvedimenti di rilevante importanza per la economia e società italiana.
Sullo sfondo l’avviata trattativa sulla riforma del mercato del lavoro e le dichiarazioni programmatiche in ordine a prossimi interventi di sostegno alla economia.
A questa nuova condizione normativa non sfugge l'agricoltura né lo sarà per le future iniziative.
Si può dire in realtà che la nuova normativa fiscale agricola introdotta con la legge n 214, rappresenti una innovazione di rilievo assoluto non solo per quanto riguarda la entità del carico tributario richiesto al settore, ma anche per la rimodulazione del rapporto agricoltura e fisco.
E’ ora alla attenzione il Decreto legge sulle Semplificazioni.
L’impianto della manovra di semplificazione agricola era stato predisposto da tempo in ragione di due considerazioni. Da un lato la predisposizione di un complesso testo di revisione della normativa in agricoltura che non ha retto alle critiche di forze sociali e parlamento ed ora è accantonato, ma che in qualche modo affrontava il tema. Dall’altro una iniziativa in corso al Senato con un ddl, testo unificato in Commissione Agricoltura, sulla semplificazione in agricoltura
. L’iniziativa del Governo quindi è tesa a sviluppare taluni spunti giudicati di massima urgenza con l’attenzione a non sovrapporsi alla iniziativa in corso al Senato. Infine lo stesso Ministero del Lavoro ha ripreso l’ iniziativa al punto che taluni articoli del ddl discusso al Senato sono ripresi in atti amministrativi – si parla di un decreto ministeriale per metà febbraio – quali ad esempio quelli per la sicurezza del lavoro agricolo che ha comportato anche la abolizione di articoli di merito predisposti per il dl semplificazione.
Come si vede una situazione in costante evoluzione e di non semplice illustrazione la quale, con passaggi a volte controversi, non trova mai sistemata definizione fino all’ultimo.
Gli articoli agricoli nel dl Semplificazione riguardano 6 materie delle quali una è già stata oggetto di iniziativa parlamentare con relativi disegni di legge depositati alla camera ed al senato. Riguarda la definizione di bosco e di arboricoltura da legno con la quale le colture a bosco introdotte a seguito della adozione di misure agroambientali disposte dallo Sviluppo Rurale, possono ritornare alle colture previgenti senza contestazione. Ciò sancisce un diritto obiettivo degli agricoltori, ma anche semplifica il contenzioso in atto, con gravi oneri per le amministrazioni pubbliche spesso soccombenti, nei confronti degli stessi agricoltori.
Per quanto riguarda invece le altre materie in primo luogo viene disposto che Agea utilizzi senza oneri, gli archivi in essere presso Inps, Ccia, Agenzia delle Entrate ai fini della attività amministrativa senza nulla chiedere agli agricoltori in quanto a certificazioni ed altri documenti probatori. Si tratta di 1.400.000 agricoltori interessati con una previsione di risparmio di almeno 10 milioni di euro per evitate operazioni burocratiche. In secondo luogo, ed analogamente, che i dati contenuti nel fascicolo aziendale elettronico tenuto presso Agea faccia fede presso le altre pubbliche amministrazioni al fine di analoga necessità. Nei due casi occorre la costituzione di una procedura di interrelazione telematica prevista entro sei mesi. L’impatto della norma è di sicuro rilievo e aiuterà la riduzione dei costi di tutti gli interlocutori.
Alle due precedenti si aggiunge una terza norma che prevede che gli organismi pagatori predispongano sistematicamente procedure informatiche di pieno accesso al pubblico al fine dell’espletamento di tutte le domande e pratiche amministrative. A questa norma sono interessate 800.000 aziende agricole anche se occorre dire che già taluni Organismi pagatori regionali sono già attrezzati per questa attività. Con i citati articoli sono quindi adottate normative di effettiva semplificazione nel rapporto agricoltura e pubblica amministrazione peraltro da tempo attese.
Si aggiungono inoltre una norma per la semplificazione in materia di omologazione delle macchine agricole il cui costo è stato stimato in 6 milioni di euro per quanto riguarda le certificazioni di cui il 70% effettuate all’estero, considerato che i Centri pubblici nazionali di certificazione sono sottodimensionati. La norma consente che le prove certificative siano effettuate anche da società private accreditate a carattere nazionale. Ed infine la norma che rende l’avvio dell’esercizio di vendite dirette con semplice comunicazione ai Comuni e contestuale avvio di attività rendendo superflua la preventiva comunicazione di inizio attività, fermo restando l’obbligo di rispettare in ogni caso la disciplina igienico sanitaria.
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