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giovedì 09 febbraio 2012 | twitter |
Il problema ceco in discussione al vertice europeo del 29-30 ottobre

Trattato di Lisbona, Bratislavia pretende le stesse garanzie di Praga

Le richieste della Repubblica ceca e della Slovacchia pongono il problema della gestione dell’attività che dovrà svolgere l’attuale Commissione europea dopo il 31 ottobre.

Se la Repubblica ceca otterrà soddisfazione sulla deroga richiesta dal presidente Vaclav Klaus a proposito della Carta dei diritti fondamentali nel Trattato di Lisbona, la Slovacchia chiederà le stesse garanzie per proteggere i suoi cittadini contro eventuali domande di compensazioni da parte delle famiglie dei tedeschi Sudeti espulsi dopo la seconda guerra mondiale.

Questo perché le espulsioni erano basate sui cosiddetti decreti Benes adottati all’epoca della Cecoslovacchia che si è sciolta nel 1993 per far nascere la Repubblica ceca e la Slovacchia.

La presidenza svedese non ha apprezzato l’idea slovacca che rischia di suscitare altre rivendicazioni che possono provenire da altri Stati membri in occasione del prossimo Vertice europeo del 29-30 ottobre, che dovrà trovare una soluzione al problema ceco.

Nel frattempo, a Praga, Klaus ha lasciato intendere che firmerà la ratifica del nuovo Trattato se il Consiglio europeo prossimo darà alla Repubblica ceca una garanzia sulla non retroattività della Carta dei diritti fondamentali attraverso la forma di un paragrafo da decidere tra le conclusioni del citato Consiglio europeo.

Sul modello delle garanzie accordate all’Irlanda nel giugno scorso, prima del secondo referendum del 3 ottobre scorso sul Trattato, questa garanzia ceca potrebbe essere trasformata in un protocollo da allegare al Trattato in occasione di una prossima modifica del Trattato, ad esempio in occasione del prossimo allargamento.

Klaus ha anche garantito che non attenderebbe le elezioni nel Regno Unito prima di firmare la ratifica, purché la Corte costituzionale dia il via libera.

E’ possibile che la Corte si pronunci prima della fine del mese di ottobre; infatti una audizione è programmata per il 27 ottobre.

Nel frattempo la Commissione - a causa dell’incertezza sul Trattato di Lisbona - ha chiarito che anche quando essa sarà in una situazione di gestione degli affari correnti per una durata indeterminata dal 1° novembre prossimo - in quanto l’attuale composizione della Commissione scadrà il 31 ottobre - prenderà, se necessario, iniziative legislative in tutti i settori. Il passaggio dalla fine del mandato verso la fase di gestione degli affari correnti sarà automatico e non richiederà decisioni del Consiglio europeo.

26/10/2009
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Sull'argomento: Diritto internazionale e comunitario