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martedì 22 maggio 2012 | twitter |
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Liberta' di circolazione

Con la tessera professionale europea piu' facile lavorare all'estero

di Giuditta Merone e Tiziana Ianniello
Il Parlamento Europeo propone di modificare le attuali norme sul reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali. Per agevolare la mobilità di alcune professioni, semplificare le procedure amministrative e migliorare la sicurezza, il Parlamento Europeo suggerisce di introdurre una tessera professionale europea. volontaria, attestante l'esperienza accademica e professionale acquisita

Con 463 voti a favore, 163 contrari e 17 astensioni, il Parlamento Europeo, nel corso della seduta plenaria tenutasi a Strasburgo il 15 novembre scorso, ha approvato una risoluzione con la quale invita la Commissione a proporre alcune modifiche alla direttiva n. 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.

Tale direttiva, come noto, ha istituito un regime di riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, al fine di contribuire alla flessibilità dei mercati del lavoro, realizzare una maggiore liberalizzazione della prestazione di servizi, favorire un maggiore automatismo nel riconoscimento delle qualifiche, nonché semplificare le procedure amministrative. Essa si applica a tutti i cittadini di uno Stato membro che vogliano esercitare una "professione regolamentata" in uno Stato membro diverso da quello in cui hanno acquisito le loro qualifiche professionali. Per "professione regolamentata" si intende un'attività professionale il cui accesso o il cui esercizio è disciplinato da norme legislative, regolamentari o amministrative che impongono il possesso di determinate qualifiche professionali, comprovate da un titolo di formazione o da un attestato di competenza. La direttiva, tra l'altro, prevede il riconoscimento automatico dei titoli di formazione, in base al coordinamento delle condizioni minime di formazione, relativamente alle attività professionali di medico, infermiere, dentista, veterinario, ostetrica, farmacista e architetto.

E' opportuno ricordare che la Commissione europea ha già avviato l'iter per modernizzare e velocizzare il sistema di riconoscimento delle qualifiche professionali al fine di aumentare la flessibilità del mercato del lavoro. Infatti il 7 gennaio 2011 ha aperto una consultazione pubblica (conclusasi il 15 marzo 2011) rivolta a professionisti e consumatori, organismi professionali, industrie e associazioni professionali, ed autorità competenti degli Stati membri per consentire loro di segnalare quali sezioni della direttiva dovrebbero essere semplificate e rese di più agevole consultazione e quali quindi dovrebbero essere le modifiche da apportare.

Sulla base di tale consultazione, il 22 giugno 2011 ha pubblicato il Libro Verde sulla modernizzazione della direttiva n. 2005/36/CE al fine di stimolare la riflessione su tale tema politico da parte di tutti coloro (Istituzioni ed organismi privati) che partecipano al processo di consultazione e di dibattito.

Con la risoluzione del 15 novembre scorso, il Parlamento Europeo esprime il proprio punto di vista per semplificare le procedure di riconoscimento, migliorare le disposizioni esistenti, integrare i professionisti e garantire la sicurezza dei consumatori, soprattutto in considerazione della domanda e dell'offerta di lavoro esistente nell'intero territorio dell' UE.

Da un lato, il 50% dei giovani europei, secondo un recente sondaggio, vorrebbero lavorare in un altro Paese dell'UE, ma trovano un ostacolo nel sistema per il riconoscimento delle qualifiche professionali, attualmente lento e complicato; dall'altro, in alcune regioni dell'UE c'è una scarsa presenza di alcune figure professionali, maggiormente specializzate.

Per agevolare la mobilità di alcune professioni, semplificare le procedure amministrative e migliorare la sicurezza, il Parlamento Europeo suggerisce di introdurre una "tessera professionale europea" volontaria, attestante l'esperienza accademica e professionale acquisita. Tale tessera deve essere collegata al sistema IMI, il quale deve essere ulteriormente potenziato al fine di estenderlo alle professioni che non rientrano ancora nel campo di applicazione di questo sistema di informazione.

Il sistema d'informazione del mercato interno (IMI) è uno strumento elettronico volto a sostenere la cooperazione amministrativa per la legislazione del mercato interno. L'IMI facilita il lavoro delle autorità competenti degli Stati membri contribuendo a superare gli ostacoli pratici legati in particolare alle differenze di cultura amministrativa, alla diversità delle lingue e all'individuazione delle controparti a cui rivolgersi negli altri Stati membri.

Con particolare riferimento alle professioni mediche, i parlamentari europei sottolineano i problemi che si sono verificati a causa della condotta di professionisti che hanno continuato ad esercitare nell'Unione Europea nonostante fossero stati sospesi o radiati nel loro Paese d'origine. Pertanto, per garantire la sicurezza dei cittadini, essi chiedono di istituire, nel quadro del sistema di informazione del mercato interno (IMI), un meccanismo di allerta che introduca l'obbligo di effettuare una segnalazione a tutti gli Stati membri quando sia stata adottata una misura disciplinare nei confronti di un professionista o del suo diritto di esercitare.

Inoltre, i deputati pongono l'accento sulla necessità di rivedere il regime dei requisiti linguistici per le professioni del settore sanitario, in quanto la conoscenza della lingua dello Stato in cui viene svolta la professione è fondamentale non solo per agevolare l'integrazione del professionista, ma anche per garantire la qualità dei servizi offerti e tutelare la sicurezza di consumatori e pazienti.

Infine, con riferimento alla sanità elettronica (e-health) e alla teleassistenza, si sottolinea l'opportunità di promuovere una collaborazione tra centri di formazione, ospedali ed università in diversi Paesi a favore dei professionisti chiamati ad assistere i pazienti attraverso tali strumenti.

Non resta che attendere che i risultati di questo intenso lavoro da parte delle Istituzioni dell'UE si traducano in concrete proposte legislative di modifica della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali.

Copyright © - Riproduzione riservata

22/11/2011
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