Log in

mercoledì 23 maggio 2012 | twitter |
Condividi
Proposta di direttiva UE

Operazioni di estrazione di greggio e di gas

di Sara Landini
La proposta di Direttiva comunitaria dello scorso 27 ottobre su nuovi standard di sicurezza per le operazioni di estrazione di greggio e di gas offshore ha lo scopo di modificare l'applicabilita'  territoriale della direttiva 2004/35 estendendone l'applicazione, dalle aree costiere e dalle acque territoriali interessate dal danno (secondo l'attuale disciplina di cui alla direttiva 2004/35), a tutte le acque marine che siano sotto la giuridisdizione degli Stati membri dell'Unione Europea.

La diretta europea 2004/35/CE in tema di responsabilità civile per danni recati all’ambiente ha dato attuazione al principio “chi inquina paga”, sancendo la responsabilità di chi, nello svolgimento della propria attività economico-produttiva, rechi danni all’ambiente. In base a detto principio infatti coloro, che verranno individuati come responsabili, saranno tenuti a rispondere finanziariamente del danno e a porre in essere tutte le misure necessarie per il ripristino delle condizioni iniziali. In una logica social preventiva, si impone altresì, a coloro che svolgono attività potenzialmente a rischio ambientale, di porre in atto tutte le azioni preventive ordinate a scongiurare, quanto più possibile, il pericolo di danno ambientale. In particolare in Italia il concetto di danno ambientale è stato rivisto a partire dal testo dell’art. 313 ss. della d.lg. 152/2006, che nella parte relativa alla quantificazione del danno ha poi da ultimo subito modifiche a seguito dell’entrata in vigore del d.l. 25 settembre 2009, n. 135, art. 5 bis, convertito con modificazioni nella l. 20 novembre 2009 n. 166 con un adeguamento dell’ordinamento nazionale alla lettera della direttiva 2004/35/Ce ed all’esito della procedura di infrazione n. 2007/4679 (ai sensi dell’art. 226 del Trattato Ce).

In tale quadro si colloca la proposta di Direttiva comunitaria dello scorso 27 ottobre su nuovi standard di sicurezza per le operazioni di estrazione di greggio e di gas "offshore”, che mira ad introdurre nuovi standard di sicurezza per le attività di estrazione del greggio e di gas dal mare. In particolare la direttiva proposta ha lo scopo di modificare l’applicabilità territoriale della direttiva 2004/35 estendendone l’applicazione, dalle aree costiere e dalle acque territoriali interessate dal danno (secondo l’attuale disciplina di cui alla direttiva 2004/35), a tutte le acque marine che siano sotto la giuridisdizione degli Stati membri dell’Unione Europea.

Una simile estensione avrebbe incidenze dirette sul rischio ambientale e potrebbe costituire un freno allo sviluppo di prodotti assicurativi in materia.

Simili osservazione sono state compiute da CEA, la federazione degli assicuratori europei, a fine ottobre 2011 in una pubblicazione in cui si evidenzia, innanzitutto, come, nonostante la dead line per l’attuazione della direttiva 2004/35 sia scaduta lo scorso aprile 2007, rimangono ancora situazioni di incertezza per carenza di dati relativi ai sinistri e ai costi dei rimedi e delle misure ripristinatorie.

La proposta di direttiva verrebbe ad incrementare una tale situazione di incertezza in quanto si riscontrano rischi significativi propri degli impianti offshore e in particolare propri delle piattaforme per l’estrazione di petrolio e gas.

Si tratta peraltro di danni che presentano proprio le caratteristiche della catastrofalità in quanto relativi ad eventi a bassa frequenza di accadimento, ma ad elevato impatto dannoso.

I rischi cosiddetti catastrofali (ovvero quei rischi che, per la loro stessa natura, sono del tutto eccezionali, discontinui e imprevedibili, nonché estremamente gravosi per le loro conseguenze) risultano problematici, con riguardo alla loro assicurabilità tecnica per la mancanza di basi statistiche adeguate, tali da consentire il calcolo del premio e delle riserve.

Simili rischi sono di norma assicurati da imprese specializzate in copertura di rischi marittimi ed energetici. Sul fronte va detto che le imprese assicuratici europee da tempo stanno elaborando strategie per la copertura di rischi catastrofali (v. Cea’s Position Paper “Insurance of Natural Catastrophes in Europe” October 2011). In aggiunta ai meccanismi di riassicurazione e coassicurazione, gli assicuratori europei si stanno muovendo nel senso di adottare nuovi metodi di misurazione e calcolo del rischio secondo un approccio “forward-looking”. Si tende così ad implementare la previsione delle catastrofi naturali e dei loro effetti usando metodi delle geo-scienze ambientali come i sistemi di informazioni geografiche e la mappatura dei rischi.

In questo modo si possono calcolare più adeguatamente i premi ed intervenire con misure preventive che dovranno essere incentivate anche con la proposta di soluzioni finanziarie. Del resto un altro principio chiave nella gestione dei rischi catastrofali è “responsability sharing” da attuarsi attraverso un’azione efficace dei vari stakeholders (governi, assicurati) che miri ad evitare o a ridurre i rischi ambientali.

Gli assicuratori operanti nel campo della responsabilità ambientale, che non presentino tali capacità gestionali, dovranno però nel frattempo intervenire sulle loro polizze nel caso in cui la proposta di estensione dell’area della responsabilità ambientale venga accettata.

Una simile proposta di direttiva costringerà, infatti, molte imprese a rivedere le proprie polizze prevedendo specifiche esclusioni per i “rischi offshore”.

Copyright © - Riproduzione riservata

20/12/2011
Condividi
Questo articolo è tratto da:
Newsletter
Resta aggiornato con la newsletter IpsoNews
Sull'argomento: Assicurazioni

I nostri BLOG

Per esprimere la tua opinione su questi o altri argomenti vai su postilla.it
Danno e Responsabilità
Editore: Ipsoa
€ 199,00
Guida pratica per il calcolo di danni, interessi e rivalutazione
Editore: Ipsoa
€ 32,00 (-25%) € 24,00
Versione eBook € 22,40 +IVA
Codice ipertestuale della responsabilità civile
Editore: Utet Giuridica
€ 260,00 (-25%) € 195,00
Nuovi danni nella circolazione stradale
Editore: Cedam
€ 38,00 (-25%) € 28,50
L'infortunistica stradale
Editore: Utet Giuridica
€ 75,00 (-25%) € 56,25
Codice della strada
Editore: Cedam
€ 85,00
Versione eBook € 59,50 +IVA
Codice delle assicurazioni e indennizzo diretto
Editore: Ipsoa
€ 27,00 (-30%) € 19,00