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mercoledì 23 maggio 2012 | twitter |
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L'Opinione
In tema di territorialità IVA

Enti non commerciali: i nuovi modelli INTRA 12 e 13

Raffaele e Valerio Artina

Modello INTRA 12

Soggetti che sono tenuti a utilizzarlo
Sono tenuti a utilizzare il modello INTRA 12 i medesimi soggetti indicati nella trattazione del modello INTRA 13, nonché i produttori agricoli di cui al D.P.R. n. 633/1972, art. 34, che abbiano effettuato acquisti di beni intracomunitari per un ammontare superiore al limite di 10.000 euro più volte citato nel corso della trattazione, ovvero abbiano esercitato l’opzione per l’applicazione dell’imposta in Italia su tali acquisti ai sensi del sesto comma dell’art. 38 D.L. n. 331/1993 citato. Sono tenuti ad utilizzare il modello INTRA 12 anche i predetti soggetti (enti non commerciali e agricoltori esonerati) che siano chiamati ad assumere il ruolo di debitori d’imposta ai sensi dell’art. 17 (cd. «reverse charge») del D.P.R. n. 633/1972.
Il modello in esame dovrà, inoltre, essere utilizzato anche dagli enti non commerciali soggetti ad IVA limitatamente alle operazioni di acquisto realizzate nell’esercizio delle attività non commerciali.
Termini di presentazione del modello
A differenza del modello precedentemente analizzato, il modello INTRA 12 deve essere presentato, sempre per via telematica, entro la fine del mese successivo a quello di registrazione degli acquisti intracomunitari effettuati.
Compilazione del modello
Nel modello INTRA 12, al pari del modello INTRA 13, si deve provvedere ad indicare, quale prima cosa, il codice dell’ufficio dell’Agenzia territorialmente competente; in merito all’indicazione del periodo di riferimento, invece, oltre all’indicazione dell’anno d’imposta viene richiesta l’indicazione del mese di registrazione degli acquisti per cui si provvede all’invio del modello oggetto della trattazione. Anche per tale modello è prevista l’apposita casella per l’indicazione della presentazione di un’istanza «correttiva nei termini».
Rispetto al modello INTRA 13 si evidenzia, per quanto concerne l’indicazione dei dati identificativi del soggetto tenuto alla presentazione, la presenza di un apposito campo per l’indicazione della partita IVA e del codice identificativo dell’attività svolta in via prevalente, desumibile dalla tabella di classificazione delle attività economiche vigente al momento della presentazione del modello (attualmente tabella ATECO 2007), non risultano, invece, richiesti i dati relativi alla sede legale. Di particolare interesse la presenza di un’ulteriore casella intitolata «eventi eccezionali» che andrà barrata nell’ipotesi in cui il termine di presentazione del modello in esame cada durante il periodo di sospensione degli adempimenti previsto in dipendenza del verificarsi di un evento eccezionale.
Le differenze principali, stante anche la maggiore platea di soggetti e di operazioni cui il modello INTRA 12 è rivolto, risultano identificabili nella sezione relativa all’esposizione dei dati relativi agli acquisti effettuati che, si rammenta, nel modello INTRA 13 si limitavano alla distinta indicazione dell’importo degli acquisti che si intendevano effettuare e dell’importo complessivo degli acquisti effettuati nell’anno.
La sezione relativa agli acquisti può essere suddivisa in tre diverse sezioni relative:
-   agli acquisti intracomunitari;
-   agli acquisti da soggetti non residenti stabiliti in altri Stati appartenenti alla Comunità;
-   agli acquisti da soggetti non residenti stabiliti in stati non appartenenti alla Comunità;
le ultime due sezioni risultano, a loro volta, suddivisibili in due ulteriori sottocategorie, una afferente all’acquisto di beni e una all’acquisto di servizi.
Nel caso di acquisti intracomunitari viene richiesta la sola indicazione, separata, dell’imponibile e della relativa imposta. Le medesime informazioni risultano richieste in riferimento alla sottosezione relativa all’acquisto di beni delle successive due sezioni, con la sola differenza che, per la seconda categoria i beni, devono essere stati ceduti nel territorio dello Stato da parte di soggetti stabiliti in altri stati della comunità, mentre per la terza categoria che i soggetti cedenti i beni in esame risultino stabiliti in Stati non appartenenti alla Comunità.
Per quanto concerne, invece, l’acquisto di servizi il modello richiede sia per i servizi acquistati da soggetti non residenti stabiliti in altri Paesi della comunità che per quelli non stabiliti in Stati della Comunità, l’indicazione dell’imponibile dei servizi, della relativa imposta, con la distinta evidenziazione in un apposito campo delle operazioni effettuate ai sensi dell’art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972, recentemente introdotto dal D.Lgs. 11 febbraio 2010, n. 18.
Secondo tale nuovo articolo, infatti, le prestazioni di servizi si considerano effettuate nel territorio dello Stato:
a) quando sono rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato;
b) quando sono rese a committenti non soggetti passivi da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato.
Considerandosi quali soggetti passivi per i servizi ad essi resi:
a) i soggetti esercenti attività d’impresa, arti o professioni; le persone fisiche, limitatamente alle prestazioni ricevute quando agiscono nell’esercizio di tali attività;
b) gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni di cui all’art. 4, quarto comma, del D.P.R. n. 633/1972, anche quando agiscono al di fuori delle attività commerciali o agricole;
c) gli enti, le associazioni e le altre organizzazioni, non soggetti passivi, identificati ai fini IVA.
La compilazione del modello termina con l’indicazione dell’importo dell’Iva versata e della relativa data di versamento, l’apposizione della firma del rappresentante, precedentemente identificato, e dalla compilazione della sezione relativa ai dati dell’eventuale intermediario che provvederà all’invio dell’istanza.
Esempio di compilazione del modello
Si ipotizzi che la Fondazione XY ONLUS, che risulta aver già superato il limite di 10.000 euro di cui all’art. 38, comma 5, lettera c) del D.L. n. 31/1993 e, pertanto, si sia dotata di partita IVA, abbia registrato a giugno le seguenti tipologie di acquisti:
-   acquisto intracomunitari dalla Spagna per euro 5.000 + IVA 1.000;
-   beni ceduti in Italia per euro 1.000+ IVA 200 da un soggetto stabilito in Francia;
-   servizi per euro 3.000 + IVA 600 prestati da un soggetto stabilito in Egitto.
La fondazione dovrà, pertanto, provvedere a presentare il modello di dichiarazione INTRA 12.
20/07/2010
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