Le nuove frontiere del recupero di energia non mancano di stupire con le loro innovative proposte, cosi' come e' accaduto per il progetto RECOIL (sta per RECovered waste cooking OIL for combined heat and power production), cofinanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Life+, che promette di recuperare olio vegetale esausto (in pratica, l'olio della friggitrice) per la produzione combinata di energia elettrica e termica. L'inziativa e' stata presentata ad Ecomondo 2011 e parte in due comuni pilota, Castell'Azzara (Gr) e Forlimpopoli (Fc), grazie ad un sistema di raccolta porta a porta dell'olio usato e un sistema informativo di monitoraggio e tracciabilita'della filiera di raccolta.
Da anni anche il vasto pubblico dei “cittadini comuni” conosce i rilevanti effetti dannosi apportati all’ambiente dagli sversamenti incontrollati di oli esausti, i quali, nella “migliore” delle ipotesi, cioè quando vengono scaricati nei lavandini o nelle fogne, finiscono quantomeno per procurare danni agli impianti di trattamento dell’acqua. Gli oli usati sono, infatti, soltanto parzialmente biodegradabili e la legge richiede, invece, che essi vengano raccolti separatamente e smaltiti secondo complicati e dispendiosi sistemi.
Ben vengono quindi le iniziative volte a recuperare energia dagli oli usati, a beneficio non solo dell’ambiente ma anche dei cittadini e delle imprese.
Tipologie di oli usati e Consorzi
È bene rammentare che gli oli esausti sono distinti in tre categorie:
- i c.d. “oli chiari”, che vengono utilizzati dalle industrie con un deterioramento limitato e che, pertanto, possono essere facilmente rigenerati grazie ad un semplice processo di purificazione (filtraggio e/o centrifuga);
- i c.d. “oli scuri”, che derivano principalmente dalla lubrificazione degli autoveicoli, e che, venendo sottoposti a condizioni meccaniche e termiche pesanti, risultano poi carichi di metalli e residui di combustione e ossidati;
- gli oli esausti solubili, cioè gli “oli alimentari” (quali per esempio l’olio vegetale per frittura).
In tema di oli esausti, già da molti anni svolgono la loro attività di informazione e raccolta due distinti consorzi, diversi a seconda del tipo di olio considerato:
1. il Coou (http://www.coou.it/), cioè il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che si occupa sia di gestire la raccolta dell’olio lubrificante usato e il suo corretto smaltimento (cosa che può avvenire tramite rigenerazione, combustione o termodistruzione), sia di informare cittadini e imprese per orientarli ad assumere comportamenti ambientali corretti;
2. il Conoe (http://www.consorzioconoe.it/), cioè il Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamenti oli e grassi vegetali ed animali esausti che ha il compito di assicurare su tutto il territorio nazionale il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento e il recupero della filiera oli e grassi esausti Codice CER 200125 ai fini ambientali a tutela della salute pubblica.
“Fried Green Economy”? arriva Recoil!
Pensando al progetto Recoil mi è venuto in mente il titolo di un film in cartellone alcuni anni fa, “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”. E anche in questo caso, come nel film, il richiamo alla “frittura” avrebbe un’accezione positiva per quanto riguarda la c.d. “Green economy”: dall’olio vegetale esausto, dunque, parta la nuova “Fried Green Economy” proposta col progetto Recoil.
Proprio il citato Conoe è uno dei soggetti coinvolti nel progetto europeo Recoil, cofinanziato (per circa il 50%) dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Life+ di cui al Regolamento (CE) n. 614/2007 (scheda sul programma Life+ sul portale dell’Unione europea). Secondo i dati raccolti dal consorzio, nel 2010 sono state raccolte e riciclate 43mila tonnellate di oli vegetali esausti. Attualmente, la raccolta domestica risulta limitata solo ad alcuni Comuni e si attende una modifica della normativa vigente, modifica che si spera di ottenere al più presto anche grazie alla sensibilizzazione sul tema che si otterrà grazie al progetto Recoil.
Gli altri partner sono AzzeroCO2, Legambiente, Kyoto Club e CID Software e la presentazione ufficiale è stata fatta lo scorso 11 novembre alla fiera Ecomondo 2011 di Rimini.
Secondo Serena Drigo di AzzeroCO2 “Recoil è un progetto innovativo poiché ha l'obiettivo di pianificare soluzioni tecnologicamente avanzate per affrontare il problema della dispersione nell'ambiente degli oli vegetali esausti e il riutilizzo per scopi energetici. Un obiettivo questo che diventa concreto grazie alle competenze specifiche dei partner del progetto".
L’idea centrale di Recoil consiste nella realizzazione di un sistema ottimizzato per la raccolta porta a porta dell'olio vegetale esausto che, da un lato, orienti la stessa raccolta alla produzione energetica e, dall’altro lato, riesca a contenere i danni provocati dalla dispersione dell’olio nell'ambiente.
In pratica, in due comuni pilota, Castell'Azzara (GR) e Forlimpopoli (FC), sino al giugno 2015, verrà pianificato un sistema di raccolta porta a porta dell'olio usato e un sistema informativo di monitoraggio e tracciabilità dell'intera filiera di raccolta: dopo la raccolta, l'olio esausto viene sottoposto ad un trattamento esclusivamente meccanico per poi essere utilizzato quale combustibile per produrre energia elettrica e termica.
Per supportare il progetto, è prevista un’attività di informazione volta a sensibilizzare i cittadini sull'importanza della raccolta porta a porta dell'olio vegetale usato, nonché dei corsi specifici di formazione per i tecnici comunali coinvolti nella fase gestionale, aspetti ritenuti essenziali per la riuscita del progetto da Stefano Ciafani, responsabile scientifico e project manager per Legambiente.
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