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martedì 21 maggio 2013
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Ddl di revisione della spesa pubblica

Spending review, alla Camera la discussione generale

La Camera dei Deputati ha avviato a discussione generale sul disegno di legge, giù approvato al Senato, di conversione con modificazioni del D.L. 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica. Il seguito del dibattito a Montecitorio proseguirà nei prossimi giorni.

Con la spending review si intende analizzare le voci di spesa delle pubbliche amministrazioni, per rimuovere inefficienze, sprechi e ottenere risorse da destinare allo sviluppo e alla crescita. La razionalizzazione e il contenimento dei costi sono infatti fondamentali per garantire, da un lato il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, dall’altro l’ammodernamento dello Stato e il rilancio il circuito economico.

Complessivamente, dalle prime stime dell’Esecutivo rilasciate nei giorni scorsi, è emerso che la spesa pubblica “rivedibile” nel medio periodo ammonta a circa 295 miliardi di euro, mentre nel breve termine il margine di “tagli” si riduce sensibilmente a 80 miliardi.

Per quanto concerne la seduta di ieri alla Camera, sono state diverse le proposte di emendamento avanzate dai deputati.

Il provvedimento, allo stato attuale, incide su due distinti ambiti materiali, ossia da un lato sulla disciplina degli organi di Governo - prevedendo la nomina di un Commissario straordinario del Governo e l’istituzione di un Comitato interministeriale per la revisione - e dall’altro interventi sul settore delle spese e degli acquisti delle pubbliche amministrazioni, recando misure complessivamente unificate dalla finalità ultima di razionalizzare e contenere la spesa pubblica, sia sul versante della riduzione dei costi per l'acquisto di beni e servizi che in relazione all'eliminazione degli sprechi nell'uso delle risorse assegnate.

Entrando nel merito di alcuni emendamenti proposti in occasione della discussione di ieri, uno di essi propone di aggiungere all’art. 1 del ddl la precisazione che le risorse derivanti dalla riorganizzazione e dalla revisione della spese delle amministrazioni pubbliche siano destinate prioritariamente, insieme a quelle derivanti dal contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, alla riduzione della pressione fiscale.

All’art. 2 (“Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi”) è stata avanzata la proposta, per le società a completo azionariato pubblico, che gli obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica vengano indicati esclusivamente dagli azionisti nelle apposite assemblee secondo specifiche linee guida definite dalle stesse.

Un emendamento presentato dall’Idv prevede l’aggiunta al comma terzo dell’art. 5 (“Poteri”) di una disposizione che intende sopprimere e ridurre le voci di spesa, nell’ambito delle dotazioni del Ministero della difesa, relative alle missioni di approvvigionamento miliari finalizzate all’acquisto di armamenti e alla costruzione e acquisizione di impianti e servizi.

Diverse poi le linee di intervento individuate da un ulteriore emendamento, le quali vanno dalla riduzione e razionalizzazione dei trattamenti economici dei parlamentari nazionali, sino alla soppressione dei rimborsi elettorali ai partiti e alla razionalizzazione dei bilanci delle Autorità indipendenti.

Un successivo emendamento prevede l’aggiunta, dopo l’art. 6, di un articolo che persegue la riduzione dei costi degli apparati amministrativi, prevedendo che i componenti dei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali degli enti pubblici, anche economici, e degli organismi pubblici, nonché degli enti concessionari di pubblici servizi, non possano far parte contemporaneamente di più di due consigli di amministrazione o di collegi sindacali.

In tema di modifiche alle disposizioni in materia di procedure di acquisto (art. 7) un emendamento propone di escludere dall’obbligo di approvvigionamento attraverso le convenzioni quadro con la CONSIP le procedure di aggiudicazione di appalti che risultino di entità inferiore alla soglia di rilievo comunitario, pur nell’osservanza dei prezzi medi forniti dalla CONSIP stessa; tale misura ha la specifica finalità di evitare penalizzazioni per le piccole e medie imprese.

Diverse poi le proposte relative alle misure per la riduzione dei prezzi unitari corrisposti dalle ASL per gli acquisti di beni e servizi.

Alcuni emendamenti hanno avuto inoltre ad oggetto l’art. 12 (“Aggiudicazione di appalti con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”), volti a ricomprendere anche le gare in corso, laddove i plichi contenenti le offerte tecniche non siano ancora stati aperti.

Diverse infine le proposte di emendamento presentante con riguardo alle disposizioni in materia di certificazione e compensazione dei crediti vantati dai fornitori di beni e servizi nei confronti delle amministrazioni pubbliche (art. 13-bis) e in tema di riduzione dei consumi di energia e di efficientamento degli usi finali di energia (art. 14).

Il seguito del dibattito alla Camera, si legge in una nota di Montecitorio, proseguirà nei prossimi giorni, essendo stato rinviato ad una successiva seduta.

Il tema della spending review, inoltre, formerà oggetto di discussione nel corso del prossimo Consiglio dei Ministri in programma per il 1° luglio.

A cura della Redazione

Copyright © - Riproduzione riservata

29/06/2012
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