In particolare in Liguria, Campania e Friuli Venezia Giulia, sono stati individuati numerosi casi di società che, sotto le mentite spoglie di “Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale”, coprivano invece il mero utilizzo personale delle imbarcazioni di lusso (in media natanti di più di 20 metri e di valore superiore a 1,5 milioni di euro) da parte dei diretti titolari.
Secondo le Entrate, si tratta di società unipersonali, o con pochi soci riconducibili allo stesso ambito familiare, con un capitale sociale di 10mila euro che detengono un’unica imbarcazione in leasing, la cui reale attività non è rivolta al mercato ma è indirizzata al mero godimento del bene da parte dei diretti titolari.
Infatti, l'imbarcazione viene noleggiata esclusivamente ai soci o ad altre società che hanno la stessa compagine sociale, celando in tal modo delle vere e proprie società di comodo, utilizzate per mascherare l'elusività dell’operazione e per abusare della forma giuridica societaria di noleggio.
L'Agenzia entrate individua anche i vantaggi - fiscali e non - che si ottengono dal costituire una società di comodo:
-separazione del proprio patrimonio da quello della società, con il beneficio della responsabilità limitata;
-mancato esborso dell’Iva sui costi riconducibili all’acquisizione dell’imbarcazione in leasing;
-mancata applicazione delle accise sul gasolio (circa il 50% del prezzo del gasolio), che comporta anche un risparmio in materia di Iva;
-detrazione dell’Iva e delle spese sostenute per mantenere la barca e il suo equipaggio.
(Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 12/08/2010)