Nella presentazione del bilancio consuntivo 2009 della Banca, il presidente Philippe Maystadt si è concentrato su di una innovazione nel campo applicativo della sua operatività: la collaborazione stretta tra la Commissione europea e la BEI, sull’utilizzo dei Fondi strutturali nelle regioni europee della Convergenza (ex aree Obiettivo 1), che, come noto, per il loro utilizzo, necessitano di un cofinanziamento nazionale.
Si tratta di una collaborazione attraverso la quale la Banca aiuta gli Stati membri interessati ad utilizzare più rapidamente i Fondi strutturali 2007-2013, aiutando le autorità nazionali ad aggiungere la loro contropartita alla copertura finanziaria dei programmi ammissibili: si tratta dei “Structural programs loans” nati nel 2005 e che nel gergo della Banca sono chiamati le “Quattro J”: Jaspers, Jeremie, Jessica e Jasmine.
Jaspers: si tratta di un programma congiunto della Commissione europea, della BEI, della BERS e, dal 2008, della KFW tedesca per la messa in comune delle risorse in materia di assistenza tecnica per aiutare la preparazione di progetti suscettibili di essere finanziati con i Fondi strutturali.
E’ una misura che è stata adottata per provare a rendere l’utilizzo dei Fondi strutturali più rapido e efficace, mediante la preparazione fino ad ora, di 240 progetti nei tre settori prioritari dell’UE: trasporti, ambiente ed energia. Nel 2009, 130 progetti sono stati così preparati da Jespers, la maggior parte in Polonia, nella Repubblica ceca e in Romania.
Questi progetti, godendo dell’assistenza tecnica dei partecipanti al programma, sono più velocemente accettati dalla Commissione europea per l’utilizzo dei Fondi strutturali, soprattutto nei settori dell’acqua (depurazione, trattamento delle acque reflue, distribuzione dell’acqua) per il 23% dei progetti preparati da Jaspers; nei trasporti (porti, aeroporti, ferrovie) per il 20%, e nell’energia per il 19%.
Jeremie: è una idea nuova che consiste nel trasformare una parte dei Fondi strutturali che sono generalmente utilizzati una sola volta come una sovvenzione senza restituzione (“one shot”), per provare a trasformarli in uno strumento rotativo soggetto a rimborso; è un primo tentativo per provare a far si che i Fondi strutturali vengano utilizzati in modo che il loro utilizzo sia ripetibile.
Questo favorirà l’accesso delle PMI alle risorse comunitarie. Fino ad oggi, 10 fondi Jeremie sono stati organizzati per una somma totale di 1,80 miliardi di €uro in 7 Stati membri e in tre regioni.
Jessica: l’idea è la stessa, cioè provare ad utilizzare i Fondi strutturali in modo che siano rinnovabili , ma nell’ambito del rinnovamento urbano, in modo da organizzare dei fondi di sviluppo urbani. Si tratta di una iniziativa congiunta della Commissione europea, della BEI e della Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa. Fino ad oggi si sono costituiti 8 fondi per un totale di 900 milioni €.
Jasmine: mira a fornire assistenza tecnica per lo sviluppo degli strumenti di microfinanza.
La Banca ha altri due strumenti congiunti da utilizzare nelle regioni della Convergenza: il primo è ELENA (European Local ENergy Assistance) che è una unità di assistenza tecnica che è stata appena realizzata con la Commissione europea e che è gestita dalla BEI per aiutare gli enti locali, i municipi e le città per mettere a punto programmi di investimento nei settori dell’efficienza energetica e rinnovabile e in quello dei trasporti.
La Banca, insieme alla Commissione, ha costituito anche un cuscino di protezione di 2 miliardi provenienti dalla Banca e dal 7° Programma quadro per la ricerca destinati a permettere alla stessa Banca di finanziare prestiti più rischiosi di quelli che normalmente è in grado di finanziare nel settore della ricerca.