La Commissione europea, affiancata dal programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ha presentato una importante relazione che sottolinea la necessità di rivedere i regimi fiscali alla luce dell’impatto ambientale.
La relazione “Environmental impacts of consumption and production: priorityproducts and materials” (“Impatti ambientali del consumo e della produzione: principali prodotti e materiali”) è l’ultimo di una serie di documenti elaborati da un gruppo internazionale istituito per fornire una consulenza scientifica indipendente sull’uso delle risorse naturali e sui relativi impatti ambientali, nell’intento di dissociare crescita economica e degrado ambientale. I lavori del gruppo dimostrano, con dovizia di prove, la correlazione esistente tra prosperità e danni ambientali provocati dall’uomo, contrariamente alla credenza popolare che un maggior benessere alleggerirebbe l’impronta ambientale.
Rilevano, inoltre, che se da un lato una maggiore prosperità può portare ad innovazioni di processo e a sistemi relativamente semplici per controllare le fonti locali di inquinamento convenzionale dell’aria e dell’acqua, dall’altro tale fenomeno può generare problemi su scala più ampia quali il consumo di energia e le emissioni di gas a effetto serra. Per quanto riguarda le emissioni di CO2, la relazione indica che “un raddoppio della ricchezza determina generalmente un aumento delle pressione ambientale del 60-80%, che può essere anche più elevato nel caso delle economie emergenti”.
Il gruppo internazionale, che ha svolto la ricerca, conclude il lavoro invitando i legislatori e i responsabili politici che intendono trovare soluzioni efficaci per migliorare le condizioni del pianeta ad avvalersi di strumenti fiscali e di altri incentivi per incoraggiare il ricorso a pratiche agricole rispettose dell’ambiente e ridurre l’utilizzo di combustibili fossili.
Visto che è possibile conciliare crescita economica sostenibile e benessere ambientale per mitigare gli impatti dell’uomo sugli ecosistemi, la relazione offre interessanti spunti di riflessione ai responsabili politici richiamando anche l’attenzione di ciascuno di noi su alcuni semplici accorgimenti che possono offrire un contributo decisivo a favore dell’ambiente e della salvaguardia del pianeta, come: “ridurre il consumo di carne, spegnere le luci, isolare le abitazioni, abbassare il riscaldamento o l’aria condizionata, evitare di prendere l’aereo e lasciare il più possibile la macchina in garage” Il commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, dopo la lettura della relazione, ha concluso che “è l’economia mondiale che andrebbe ripensata in termini di uso efficiente delle risorse, e che l’UE farà la sua parte”.