ShopWKI
Manuale del revisore legale
Editore: Ipsoa
€ 99,00 (-10%) € 89,00
Il Decreto Monti
Editore: Ipsoa
€ 17,50 +IVA
IVA 2012
Editore: Ipsoa
€ 89,00 (-10%) € 80,00
Versione eBook € 62,30 +IVA

Log in

giovedì 09 febbraio 2012 | twitter |
Al via dal 2011 il "semestre europeo"

Vertice Ecofin-Eurogruppo: approvate le modifiche al Patto di stabilità

di Martino Conserva
Al via dal 2011 il "semestre europeo" di coordinamento e supervisione sulle politiche economiche. Via libera anche al nuovo sistema si sorveglianza finanziaria. Nessuna decisione sulla "bank-tax".

Un altro passo avanti verso una più gestione più efficiente e unitaria della politica economica europea è stato compiuto con la riunione straordinaria dei ministri finanziari dell’eurozona e dell’Unione Europea, tenutasi a Bruixelles il 6 e 7 settembre.

Le principali iniziative oggetto di discussione sono state approvate: con il 2011 prendono dunque il via sia il nuovo sistema di sorveglianza finanziaria europeo, sia il rafforzamento della supervisione sulle politiche economiche dei singoli Stati membri, mediante la riforma del Patto di stabilità.

Il risultato principale dell’incontro Ecofin-Eurogruppo, dal punto di vista della riforma del coordinamento fra le politiche economiche, e – in prospettiva – del conseguimento di una effettiva politica economica unitaria, è il varo di un nuovo codice di condotta a modifica del Patto di stabilità e crescita, codice il cui elemento innovativo principale consiste nel cosiddetto “semestre europeo”.

Il “semestre europeo” è sin qui l’iniziativa di maggiore portata del gruppo di lavoro sulla governance economica, costituitosi in marzo su richiesta del Consiglio europeo e diretto dal presidente del Consiglio stesso, Herman van Rompuy.

La denominazione deriva dalla durata del processo di monitoraggio sulle politiche di bilancio dei singoli Paesi membri: questo avrà inizio ogni anno in marzo, sulla base delle priorità e delle indicazioni di policy fornite dalla Commissione Europea, e comporterà per le autorità nazionali una revisione (alla luce di dette indicazioni) dei rispettivi programmi fiscali nel mese di aprile. Nei mesi di giugno e luglio – disponendo dei programmi nazionali rivisti – Consiglio e Commissione europea forniranno agli Stati membri le direttive e i suggerimenti necessari per la redazione dei bilanci definitivi per l’anno seguente.

Si tratta di un vero e proprio salto di qualità rispetto al meccanismo previsto dal Patto di stabilità: questo comportava una valutazione (accompagnata da eventuali raccomandazioni, moniti e sanzioni) soltanto ex post, e sulla base di indicatori – particolarmente quelli fiscali – soggetti ad un margine più o meno grande di arbitrarietà nel calcolo. Il “semestre” europeo consente ora alle istituzioni dell’UE una sorveglianza ex ante, lungo tutto il processo di formazione delle politiche economiche e di bilancio nazionali, consentendo l’individuazione tempestiva di eventuali incoerenze o squilibri.

L’altro esito della riunione odierna è l’approvazione da parte dei ministri finanziari dell’UE del progetto di riforma della sorveglianza finanziaria, scaturito dall’accordo preliminare raggiunto al termine di un difficile negoziato fra Parlamento e Consiglio europeo: «un fatto della massima importanza, in un continente in cui in ciascun Paese metà delle banche appartiene ad un altro Paese», ha commentato il commissario europeo per il mercato interno Michel Barnier.

A sostenere la nuova struttura di sorveglianza, oltre alle autorità di vigilanza nazionali, saranno dal prossimo 1° gennaio delle autorità europee di nuova creazione: tre Enti di supervisione europea o ESA (rispettivamente incaricati di sorvegliare rispettivamente banche, società di assicurazione e mercati finanziari) e un Comitato europeo sul rischio sistemico (CERS o ERSB, European systemic risk board).

Agli ESA – le cui denominazioni ufficiali saranno European banking authority (EBA), European insurance and occupational pensions authority e European securities and markets authority (ESMA) – spetterà un ruolo di primo piano. Esse disporranno dei poteri di imporre una mediazione giuridicamente vincolante ovvero la propria autonoma decisione all’ente o agli enti finanziari interessati, anche senza una richiesta da parte dell’autorità di sorveglianza nazionale. Gli ESA avranno anzi potere di supervisione sull’operato di questi ultimi.

L’ESMA potrà condurre indagini su istituti o di prodotti finanziari, vietando o limitando temporaneamente attività o prodotti rischiosi, quando necessario; in particolare, avrà poteri di controllo diretto sulle agenzie di rating.

L’altro nuovo ente, il CERS, non sarà dotato di poteri giuridicamente vincolanti come le ESA, ma opererà da “campanello d’allarme”, con segnalazioni di rischio e raccomandazioni specifiche.

Il processo di riforma del sistema di sorveglianza finanziaria giunge così all’ultima tappa: la presentazione della nuova normativa per l’approvazione definitiva al Parlamento europeo riunito in sessione plenaria il prossimo 20 settembre.

Nessun accordo è stato invece possibile sulla questione dell’imposta sulle banche ed altre istituzioni finanziarie, a titolo di contributo al finanziamento dei costi della crisi. Ancora una volta l’opposizione alla bank-tax da parte del Regno Unito e di altri Stati, facente leva soprattutto sulle “difficoltà tecniche” che l’attuazione di tale misura potrebbe comportare, ha avuto la meglio; al presidente dell’Ecofin, Didier Reynders, non è rimasto che constatare «l’assenza di unanimità sul prelievo e di consenso sull'idea di tassare le attività finanziarie». L’idea – sostenuta soprattutto da Germania e Francia – non viene in ogni caso accantonata e la CE ha già annunciato la prossima presentazione di proposte più dettagliate.

La prossima riunione del Consiglio si terrà il 16 settembre alla presenza dei ministri degli affari esteri, al fine di valutare lo stato delle relazione dell’UE con i partner strategici.

In contemporanea all’incontro Ecofin/Eurogruppo di Bruxelles, a Strasburgo il presidente della Commissione europea, José Barroso, ha tenuto al Parlamento europeo il discorso annuale sullo “stato dell’Unione”.

Barroso ha valutato positivamente la reazione dell’UE alla crisi economico finanziaria, che ha al tempo stesso posto in luce l’interdipendenza delle economie dei 27 Paesi membri e «messo alla prova la nostra solidarietà come mai era avvenuto prima».

La ripresa, ha affermato il presidente della CE, «sta accelerando, sebbene a ritmo diseguale, nell’ambito dell’Unione. Quest’anno la crescita sarà superiore a quanto inizialmente previsto. Il saggio di disoccupazione, tuttora molto elevato, ha smesso di aumentare.

E’ chiaro che rischi e incertezze rimangono, e non soltanto all’interno dell’UE – con evidente riferimento alle difficoltà della ripresa negli USA.

Barroso ha salutato con favore la volontà dei Paesi membri di accettare una più stringente sorveglianza finanziaria e fiscale da parte di Bruxelles ed ha auspicato ulteriori sforzi per pervenire al rafforzamento della supervisione finanziaria; in particolare, ha esortato il Parlamento europeo ad approvare in tempi brevi la legislazione necessaria alla creazione degli organi di sorveglianza finanziaria paneuropei.

08/09/2010
Newsletter
Resta aggiornato con la newsletter IpsoNews
Questo articolo è tratto da:
VOTA  
0 VOTI

Condividi

Sull'argomento: Commercio e fiscalità internazionale
Fiscalità e commercio internazionale
Editore: Ipsoa
€ 235,00
Tecniche di redazione dei contratti internazionali
Editore: Ipsoa
€ 28,00 (-10%) € 25,20
Versione eBook € 20,00 +IVA
Le garanzie bancarie nel commercio internazionale
Editore: Ipsoa
€ 35,00 (-10%) € 31,50
Versione eBook € 24,50 +IVA
Manuale di commercio internazionale
Editore: Ipsoa
€ 110,00 (-10%) € 99,00
Guida pratica sull'origine delle merci
Editore: Ipsoa
€ 36,00 (-10%) € 32,40
Versione eBook € 25,00 +IVA
Esterovestizione e residenza
Editore: Ipsoa
€ 55,00 (-10%) € 49,50
Codice doganale
Editore: Ipsoa
€ 95,00 (-25%) € 71,25
Iva, intrastat, dogane
Editore: Ipsoa
€ 50,00 (-25%) € 37,50