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giovedì 09 febbraio 2012 | twitter |
Prima pietra nel 2013

Elettricità da nucleare, anche l'Italia ha il suo posto (non) al sole

Il CdM approva il decreto sulla localizzazione e realizzazione delle centrali. Alcune Regioni (Puglia, Campania e Basilicata) hanno emanato delle proprie leggi con le quali rifiutano l’ipotesi che il proprio territorio possa essere designato per l’insediamento. L'esecutivo ha chiesto alla Consulta di dichiarare illegittime queste leggi, che potrebbero paralizzare l’azione del governo.

La prima pietra nel 2013 e nel 2020 le nuove centrali nucleari italiane inizieranno a produrre energia elettrica.

Questi gli intenti dichiarati dal Governo dopo che, ieri, il Consiglio dei Ministri n. 82 ha approvato il decreto legislativo che dà il via alla localizzazione, realizzazione ed esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di quelli deputati alla fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi.

Il provvedimento, inoltre, individua le misure compensative poste a carico del titolare dell'autorizzazione unica e delle altre imprese coinvolte nella costruzione o nell'esercizio degli impianti, previste in favore delle popolazioni interessate e degli enti locali ed, infine, reca disposizioni inerenti le campagne informative al pubblico.

L’annuncio è stato dato dal Ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.

Lo schema di decreto legislativo dà attuazione alla delega in materia nucleare prevista dalla legge n. 99 del 2009 (c.d. “legge sviluppo”) e definisce, in particolare:

- i criteri sulla base dei quali saranno localizzati nel territorio italiano gli impianti nucleari ed i sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi;

- i sistemi per il deposito definitivo dei materiali e dei rifiuti radioattivi, le procedure per la costruzione, l’esercizio e la disattivazione degli impianti;

- i requisiti soggettivi che devono essere in possesso degli operatori;

- le citate misure compensative;

- la "Campagna di informazione";

- le sanzioni applicabili in caso di violazione delle norme previste dal decreto legislativo.

Lo schema di decreto si compone di 33 articoli e, tra gli altri, l’art. 3 prevede, entro tre mesi dall'entrata in vigore del decreto legislativo, l’adozione da parte del Consiglio dei Ministri, su proposta concertata tra tutti i Ministeri competenti (Sviluppo economico, Ambiente, Infrastrutture e Trasporti), della “Strategia nucleare”, un documento programmatico che entrerà nei dettagli e con il quale, quindi, saranno delineati gli obiettivi strategici in materia nucleare, con precipua attenzione ai profili relativi alla protezione dalle radiazioni ionizzanti e alla sicurezza nucleare. Il provvedimento - che aveva avuto un primo via libera lo scorso 22 dicembre e che, poi, ha ricevuto il parere positivo delle commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato, che ha formulato una serie di osservazioni che appaiono essere state recepite nel decreto approvato dall'esecutivo – attende ora solo il parere della Conferenza Unificata che, grazie alla decretazione d’urgenza, della quale si è avvalso il Governo, potrà essere acquisito successivamente.

Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola “Il provvedimento si caratterizza per due aspetti: la trasparenza e il rispetto assoluto della sicurezza delle persone e dell'ambiente. La trasparenza vuol dire il coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni in tutte le fasi decisionali, di cui verrà continuamente data evidenza. Con il secondo aspetto i nuovi impianti saranno tenuti a rispettare i più elevati criteri di sicurezza relativi alla tutela della salute della popolazione e alla protezione dell'ambiente. Tale assoluto rispetto sarà sottoposto a rigorosa valutazione".

Sembrerebbe tutto rose e fiori ma dobbiamo rammentare che alcune Regioni (Puglia, Campania e Basilicata) hanno emanato delle proprie leggi con le quali rifiutano l’ipotesi che il proprio territorio possa essere designato per l’insediamento di nuovi siti nucleari.

A fronte di ciò l'esecutivo ha chiesto alla Corte Costituzionale di dichiarare illegittime queste leggi che potrebbero paralizzare l’azione del governo in tal senso. Si ha la sensazione che il braccio di ferro sia solo all’inizio.

Consiglio dei Ministri 10/2/2010 - DECRETO LEGISLATIVO: Disciplina della localizzazione, della realizzazione e dell’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché misure compensative e campagne informative al pubblico

11/02/2010
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