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mercoledì 23 maggio 2012 | twitter |
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Tracciabilità  dei rifiuti

SISTRI: forse 30 giorni di tempo in più ma c'è bisogno di una proroga più lunga anche per l'interoperabilità

di Claudio Bovino
Nell'approssimarsi della scadenza del 1° ottobre 2010, data prevista per l'avvio del SISTRI, anche il Comitato di Vigilanza e controllo ha dovuto prendere atto del forte ritardo nella distribuzione dei dispositivi elettronici, non ancora completata. L'ipotesi più probabile sembra essere quella di una proroga di un altro mese consistente nell'estensione da 30 a 60 giorni del periodo di regime "a doppio binario" durante il quale il SISTRI verrebbe impiegato unitamente al vecchio sistema cartaceo.

Qualche giorno fa (il 23 settembre 2010) il Ministero dell’Ambiente ha diffuso la notizia della riunione, tenutasi a Roma, del Comitato di Vigilanza e Controllo (istituito dall’art. 11, D.M. 17 dicembre 2009 per monitorare il nuovo Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti e la partecipazione delle associazioni di categoria a tale monitoraggio).

Il Comitato - composto da esperti in materia di rifiuti designati direttamente dal Ministero o dalle principali organizzazioni imprenditoriali – non ha potuto far altro che constatare la lentezza della fase della distribuzione dei dispositivi elettronici, da parte delle Camere di commercio e delle sezioni regionali dell’Albo nazionale gestori ambientali – che riguarda oltre 281.000 soggetti – oltre che i numerosi casi di non corretta iscrizione o di mancato pagamento.

Alla stregua di ciò, il Comitato “ha prospettato un possibile percorso che dovrebbe consentire il decollo dell’importante progetto SISTRI”: nel comunicato non si legge, però, quale sia questo percorso, anche se insistenti voci di corridoio parlano di una proroga del primo mese di “sperimentazione” e di “coabitazione” del nuovo e del vecchio sistema di gestione degli adempimenti legati al ciclo dei rifiuti.

Durante la riunione del 23 settembre – osserva il Ministero – “sono state esaminate le diverse problematiche relative, tra l’altro, al completamento della fase di distribuzione dei dispositivi elettronici a tutti gli aventi diritto, alla definizione delle modalità operative delle associazioni imprenditoriali per quanto concerne le procedure semplificate a favore delle piccole imprese, all’avvio di programmi di formazione per i formatori delle organizzazioni imprenditoriali”.

Nel quadro generale che si è venuto a delineare “È emerso comunque un forte un segnale di disponibilità da parte delle principali organizzazioni del mondo produttivo di svolgere un ruolo attivo e di più ampia collaborazione per assicurare il pieno avvio, sul piano funzionale, del SISTRI”.

La strada della proroga sembra avallata anche dalle dichiarazioni rilasciate il 24 settembre al Sole24Ore (F. Milano, "Per il Sistri il Ministero studia una proroga") da Bonfiglio Mariotti, Presidente Assosoftware (Associazione nazionale produttori di software gestionale e fiscale).

Per qualcuno, un mese in più sarebbe sufficiente per dare alle imprese il tempo necessario per dotarsi delle chiavette Usb e delle black box e poter passare alla fase successiva della obbligatorietà dell’utilizzo del SISTRI per “tracciare” la gestione dei rifiuti (anche se nei calendari di molte Camere di commercio figurano convocazioni per la consegna dei dispositivi fissate per la fine del mese di novembre).

Secondo Assosoftware, “il periodo di convivenza tra il sistema cartaceo e quello telematico dovrebbe durare almeno fino a gennaio per dare il tempo di testare e migliorare la piattaforma informatica”, dato che dalle prime prove di operabilità sono emerse carenze dell’infrastruttura informatica del Sistema che non sembra ancora in grado di sostenere l’alto numero di utenti atteso, dato che il software era nato per sopperire alla sola esigenza di effettuare il monitoraggio del processo dei rifiuti – secondo quanto richiesto dalla direttiva 2008/98/CE – e non anche per supportare le funzioni previste dall’Area Registro cronologico o dall’Area Movimentazione del SISTRI.

Si tratta di una situazione di carenza di base nella progettazione infrastrutturale del Sistema sulla quale verterà la relazione del presidente di Assosoftware prevista per l’audizione di martedì 28 settembre 2010 presso la commissione Ambiente della Camera.

E sempre a proposito di audizioni, si rammenta che stanno proseguendo anche quelle relative allo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive (atto del Governo n. 250).

Dopo le audizioni informali del 21 settembre (rappresentanti di Coreve, Polieco, Rilegno, Assorimap, Rete Imprese Italia, CNA, Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, FAI-Conftrasporto, nonché di CGIL, CISL, UIL e Federambiente e Federutility), quelle del 22 settembre (rappresentanti di Confindustria, FISE/UNIRE, FISE/Assoambiente, Consorzio italiano compostatori, Corepla, Comieco, Consorzio Ecolamp e Assocarta e rappresentanti della Confagricoltura, di Coldiretti e della Confederazione Italiana Agricoltori), si sono svolte, a cominciare dalla mattina del 28 settembre presso la Commissione VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici), le audizioni di rappresentanti di ANCI e Conferenza delle regioni e delle province autonome, di rappresentanti di ANCE, ANIDA, Assosoftware e Confai nonché di rappresentanti di Autogrill, CARPI, CONAI e CiAl e delle associazioni ambientaliste (WWF, Legambiente, Greenpeace, Fare Verde Onlus, Fare Ambiente) e della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e di Class Onlus.

È prevista, poi, per giovedì 30 settembre 2010 la prosecuzione dell’esame dello schema del decreto di recepimento della direttiva, che è destinato ad accogliere l’apparato sanzionatorio del SISTRI.

28/09/2010
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