Certificati verdi: la politica energetica nella manovra economica
La c.d. Manovra Economica, varata dal D.L. n. 78/2010, conteneva, nel testo del Decreto Legge, una disposizione capace di minare la relativa tranquillità nella quale versa uno dei settori meno toccati dalla crisi: quello delle rinnovabili.
Il testo originario infatti abrogava il meccanismo in base al quale, dal 2009 e ancora sino a tutto il 2011 (ma il mercato attendeva un analogo sistema anche per il periodo successivo) il Gestore del Sistema Elettrico Nazionale avrebbe assorbito l’eccesso di offerta dei Certificati Verdi, i titoli che costituiscono la base di scambio per il più importante fra i meccanismi di incentivazione della produzione di energia da fonte rinnovabile in Italia.
La legge di conversione ha cancellato l’abrogazione tout court introducendo la previsione di un parziale ridimensionamento dell’obbligo di acquisto da parte del GSE dei Certificati Verdi in eccesso.
Il settore ha avvertito una forte scossa, che è interessante registrare nelle opinioni di un giurista e di due esponenti del mondo bancario ed imprenditoriale in prima linea nel mondo dell’energia, ma prima una panoramica sul sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili in Italia.

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