La Manovra "Salva Italia" di Monti dispone la stabilizzazione di tutte le agevolazioni concesse per le ristrutturazioni e gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e per le spese conseguenti a calamità naturali.
L'art. 4 del D.L. Monti, infatti, prevede una detrazione dall'imposta lorda di un importo pari al 36% delle spese, fino ad un massimo di 48.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è divisa in 10 quote annuali di pari importo di sostenimento delle spese dell'anno e in quelli successivi.
Le agevolazioni per il risparmio energetico negli edifici esistenti
Le agevolazioni fiscali per gli interventi di recupero energetico degli edifici sono state introdotte dalla Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) nell'ambito di una politica energetica volta ad avvicinare l'Italia alla situazione degli altri Stati europei.
In particolare, i commi da 344 a 347 dell'unico articolo della Finanziaria 2007 hanno previsto la detrazione dall'imposta lorda del 55% degli importi per gli interventi dì finalizzati al contenimento dei consumi energetici e la detrazione del 36% per i lavori di ristrutturazione edilizia.
Le agevolazioni sono concesse a tutti i soggetti residenti e non residenti in possesso di un edificio oggetto dell'intervento sulla base di un titolo idoneo che può essere il diritto di proprietà o di nuda proprietà, un diritto reale o un contratto di locazione o comodato.
I bonus confermati dalla Manovra "Salva Italia"
Gli incentivi per le ristrutturazioni di edifici esistenti sono stati confermati dalla Manovra "Salva Italia", che all'art. 4 specifica le spese per le quali sono ammesse le agevolazioni fiscali, a partire dal 1° gennaio 2012, precisando che possono essere stabilite ulteriori modalità di attuazione con successivo decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.
Appare sicuramente positiva ¿ anche considerati i recenti eventi che hanno colpito Liguria, Sicilia e Calabria ¿ l'estensione della detrazione fiscale del 36% alle spese sostenute per ricostruire o ripristinare gli edifici delle zone colpite da calamità naturali, oltre che ai lavori relativi alla sicurezza dell'immobile (anche domestica), all'inquinamento acustico e all'abbattimento delle barriere architettoniche.
L'elenco delle spese incentivabili
Più in particolare, questo è l'elenco delle spese per le quali sono ammesse le detrazioni:
- interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia sulle parti comuni di edificio residenziale;
- interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle pertinenze;
- interventi di ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati a seguito di eventi calamitosi, anche diversi da quelli su indicati, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
- realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche di proprietà comune;
- interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori, montacarichi e ogni strumento che con l'impiego della tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici di handicap;
- interventi finalizzati all'adozione di misure preventive contro atti illeciti da parte di terzi;
- interventi per opere di cablatura degli edifici e di contenimento dell'inquinamento acustico;
- realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico, con particolare riguardo all'installazione di impianti da basati sull'impiego delle fonti rinnovabili;
- adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all'esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica del patrimonio edilizio, sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente. Se gli interventi riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari;
- opere di bonifica dall'amianto e interventi volti ad evitare gli infortuni domestici.
Ulteriormente, l'art. 4 del decreto Monti conferma anche la detrazione per le spese di progettazione e per le prestazioni professionali connesse all'esecuzione delle opere edilizie e alla messa a norma degli edifici.
La norma puntualizza che il bonus del 36% è riconosciuto anche per gli interventi di restauro e di risanamento conservativo, nonché di ristrutturazione edilizia di interi edifici, realizzati da imprese di costruzione o da cooperative edilizie, che entro 6 mesi dal termine dei lavori procedano alla vendita o assegnazione dell'immobile. La detrazione spetta al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari, in ragione di un'aliquota del 36% del valore degli interventi eseguiti, che si assume in misura pari al 25% del prezzo dell'unità immobiliare risultante nell'atto pubblico di compravendita o di assegnazione e, comunque, entro l'importo massimo di 48.000 euro.
Se gli interventi sono realizzati su abitazioni adibite anche all'esercizio dell'arte, della professione o dell'attività commerciale, la detrazione è ridotta al 50%.
Il decreto precisa che la detrazione è cumulabile con le agevolazioni già previste sugli immobili vincolati (ai sensi dell'ex D.Lgs. n. 42/2004) nella misura del 50%.
Nel caso di vendita dell'edificio sul quale sono stati realizzati gli interventi, la detrazione, salvo diverso accordo delle parti, è trasferita sull'acquirente.
Mentre, nel caso di decesso dell'avente diritto alla detrazione, il beneficio è trasferito, per intero, all'erede che detiene materialmente il bene.
Prorogato anche l'eco-bonus del 55% per la riqualificazione energetica
Per quanto riguarda la detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica, la proroga della misura è stata inserita "in zona Cesarini" nel testo del D.L. Monti.
Anche il neo Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, aveva più volte ribadito l'importanza del bonus per combattere il dissesto idrogeologico, ma aveva proposto una proroga al 2014. In particolare, il Ministro aveva parlato dell'agevolazione in occasione dell'annuncio dello schema di un nuovo decreto legge per combattere il dissesto idrogeologico, provvedimento che dovrebbe essere presentato prossimamente al Consiglio dei ministri. Le misure previste dal Ministro Clini in questo particolare disegno di legge mirano a far cessare i condoni edilizi, ad intervenire sulla manutenzione contro il dissesto del territorio, allentando i vincoli imposti dal patto di stabilità che, come affermato dal Ministro, "impediscono alle regioni di accedere ai fondi spesso già disponibili per interventi". Infine, il decreto dovrebbe abbinare a tali misure un sistema di incentivi dei privati per gli interventi di manutenzione che hanno effetti positivi per il territorio, basato su un meccanismo di credito d'imposta, riferito al modello del bonus del 55%.
Per quanto riguarda le detrazioni del 55%, dunque, il D.L. Monti non ha seguito né le raccomandazioni del Ministro dell'Ambiente Clini, né quanto riportato nel dossier del Sottosegretario Saglia. Anzi, come denunciato dal Presidente nazionale dei Verdi Bonelli dopo aver visionato la penultima bozza del D.L., la manovra "Salva Italia" rischiava di mettere le misure in un unico calderone riducendole tutte al 36%, penalizzando così le opere di "eco-ristrutturazioni". Alla fine, però, il D.L. Monti ha confermato la misura del 55% anche se solo fino al 31 dicembre 2012 grazie all'inserimento di un apposito comma 4 che così dispone:
| Nell'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, le parole "31 dicembre 2011" sono sostituite dalle seguenti: "31 dicembre 2012". La detrazione prevista dall'articolo 16-bis comma 1, lettera h), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal presente articolo, si applica alle spese effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013. |