Associazione in partecipazione e lavoro accessorio

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Altre due tipologie contrattuali su cui è intervenuta la legge di Riforma 2012 e successivamente il DL Lavoro 2013 sono l'associazioni in partecipazione con apporto di lavoro e il lavoro accessorio.

Associazione in partecipazione con apporto di lavoro

L'istituto dell'associazione in partecipazione trova la propria disciplina nel codice civile e la legge di riforma è intervenuta sul numero massimo degli associati in caso di conferimento – da parte dell’associato – anche di lavoro.
Opera inoltre una presunzione di subordinazione a tempo indeterminato (salvo prova contraria) qualora i rapporti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, siano stati instaurati o attuati senza che vi sia stata un'effettiva partecipazione dell’associato agli utili dell’impresa o dell’affare, ovvero senza consegna del rendiconto (previsto dall’articolo 2552 c.c.).
Infine, sono fatti salvi, fino alla loro cessazione, i contratti in essere che, alla data di entrata in vigore della legge di riforma, siano stati certificati ai sensi degli articoli 75 e seguenti del d.lgs. n. n. 276/2003.
La nuova disciplina si applica ai contratti stipulati dopo il 18/7/2012. Sono fatti salvi fino alla loro cessazione i contratti in essere che al 18/7/2012 siano stati certificati ex art. 75 e ss. D.Lgs. n. 276/2003.

Un’altra novità investe il lavoro in associazione: infatti, con D.L. n. 76 del 2013, piu’ noto come Pacchetto Lavoro, si dispone che si applichino le procedure previste dalla Riforma Fornero nel caso di risoluzione consensuale del rapporto/dimissioni, ove possibile.

Lavoro accessorio
La riforma è intervenuta su 3 ambiti:

  • correzione dell'art. 70 del d.lgs. n. 276/2003 per restringere il campo di operatività della norma e ad escludere in toto dal campo di applicazione della medesima talune specifiche attività o settori; previsione di intervento sulle prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti e nel settore agricolo nonche’ nelle imprese famigliari;
  • ridefinizione dell’importo dei compensi che non può essere superiore al limite fissato dalla legge nel corso di un anno solare con riferimento alla totalità dei committenti; in tal caso si ridefiniscono altresì i limiti di applicazione dell’istituto sulla base del solo criterio dei compensi;
  • consentire che i voucher siano “computati ai fini del reddito” necessario per il permesso di soggiorno.

Le norme che riformulano il lavoro accessorio hanno decorrenza 18/7/2012 ma per i voucher richiesti entro il 18/7/2012 le nuove norme entrano in vigore a decorrere dal 1/6/2013.

Da giugno 2013, a seguito dell’intervento del D.L. n. 76 del 28 giugno 2013, per prestazioni di lavoro accessorio devono intendersi le attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare (euro 2000 nel caso di committente imprenditore commerciale o professionale; euro 3000 nel caso di percettori di trattamenti di integrazione al reddito). Il Legislatore ha anche attivato una nuova casistica di lavoro accessorio riguardante lavoratori che si trovino in particolari condizioni correlate a:

- disabilità;
- stato di detenzione;
- tossicodipendenza;
- fruizione di ammortizzatori sociali,

utilizzati in progetti promossi nell’ambito della P.A.