Part time in edilizia e limiti numerici

di Massimo Brisciani

La contrattazione collettiva nazionale, territoriale e aziendale, non può limitare il ricorso al part time. E' questa, in sintesi, la posizione espressa dal Tribunale di Napoli, che ha annullato un verbale dell'Inps che pretendeva l'adeguamento della contribuzione per i cosiddetti contratti part time fuori quota, cioè eccedenti il limite numerico fissato dal Ccnl (sentenza n. 32513/2012). Alle stesse conclusioni era giunto il Tribunale di Lodi fin dal 2011, quando ha negato la pretesa dell'Inps di applicare a tutti i lavoratori part time di un'azienda di pavimentazione la contribuzione determinata sulla retribuzione virtuale del full time.

Quota massima di part time e il problema del rispetto del Ccnl
Il Ccnl Edili Industria 18 giugno 2008 stabilisce all’art. 78 che il datore di lavoro puo` assumere operai con contratto part time in misura non superiore al 3% dei lavoratori occupati a tempo indeterminato e comunque nei limiti del 30% degli operai a tempo pieno dipendenti dell’impresa.
In caso di superamento dei limiti la Cassa Edile non rilascia il Durc, senza il quale - come e` noto - l’impresa edile non puo` operare. La disposizione punta evidentemente a combattere fenomeni di evasione parziale degli obblighi contributivi in un settore gia` prostrato dalla crisi, nel quale puo` accadere che per contenere il costo del lavoro l’impresa assicuri come lavoratore part time l’operaio occupato di fatto a tempo pieno.
Posizione dell’Inps, dell’Inail e del Ministero del lavoro
Al riguardo l’Inps ha affermato nella circolare n. 6/2010 che una volta raggiunta la percentuale del 3% del totale dei lavoratori a tempo indeterminato nell’impresa, o superato il limite pari al 30% degli operai a tempo pieno dipendenti dell’impresa, ogni ulteriore contratto a tempo parziale stipulato deve considerarsi adottato in violazione delle regole contrattuali.
Con la conseguenza, secondo l’Istituto, che per ogni rapporto stipulato in violazione di tale limite, la carenza di legittimazione contrattuale alla stipula comporta l’applicazione della contribuzione virtuale, come se il rapporto non fosse a tempo parziale. Inoltre, secondo l’Inps viene meno il diritto dell’azienda ai benefici contributivi, dal momento che la legge lo subordina al rispetto integrale dei contratti collettivi (art. 1, c. 1175, legge n. 296/2006). Nello stesso senso si sono espressi l’Inail (circolare n. 51/2010) e il Ministero del lavoro (interpello n. 8/2011).


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